Occupazione a picco Il modello Lift prova a invertire la rotta
Presentato il sistema che connette formazione e impiego L’assessora Grieco: «L’ascensore sociale deve ripartire»
Il quadro occupazionale in Maremma è perfettamente riassunto da Stefano Casini Benvenuti, direttrice dell’Irpet. «È una delle fasce deboli – dice – Ha il tasso occupazione più basso e quello di disoccupazione più alto: questa è la sintesi». Spietata quanto precisa. Un quadro su cui pesa come un macigno, e non è una novità, la crisi del manifatturiero, sebbene ci siano anche dei segnali incoraggianti, come quelli che arrivano dall’agricoltura. Il Grossetano resta comunque una zona debole rispetto al resto della Toscana ed è per questo che ogni iniziativa volta a sbloccare la situazione è la benvenuta.
Lo hanno ribadito le istituzioni, le associazioni e le aziende presenti ieri al centro dell’impiego in occasione della presentazione del modello Toscano Lift, pensato per mettere in connessione tra scuola e mercato del lavoro. Presente l’assessora regionale all’Istruzione Cristina Grieco. «Far ripartire l’ascensore sociale – ha detto. Su questo puntiamo per collegare sempre di più il mondo della scuola a quello del lavoro e per creare occupazione a favore delle giovani generazioni».
Lift è l’acronimo di “lavoro, istruzione, formazione e transizioni”, ma la stessa parola in inglese significa “ascensore”. E non è un caso.
«Si pone come obiettivo primario quello di far ripartire l’ascensore sociale», dice Grieco, e non è un caso neanche che una delle tappe per presentare i primi risultati sia avvenuto proprio a Grosseto. «Qua ci sono stati i migliori risultati del piano integrato per l’occupazione – dice l’assessore che, prevedendo sussidi di 500 euro al mese per sei mesi a chi usufruiva della misura tesa all’inserimento nel mondo del lavoro, ha rappresentato una sorta di precursore del reddito di cittadinanza».
In numeri, nel quadro del sistema regionale di educazione, istruzione e formazione, dal 2015 al 2019, la Regione Toscana, nel territorio provinciale di Grosseto, ha investito 49 milioni di euro, di cui 22 milioni per l’edilizia scolastica, 17 per la formazione e 10 milioni per interventi di educazione e diritto allo studio. Uno dei risultati, ad esempio, è stata la forte diminuzione dell’abbandono scolastico.
Ma il lavoro da fare per rafforzare il legame tra formazione e lavoro resta molto. «C’è anche una crisi di domanda del lavoro – riprende Casini – Il manifatturiero qua si basa su produzione alimentare e aziende chimiche, ma solo queste ultime hanno un mercato internazionale».
La speranza, quindi, arriva dall’agricoltura e dal turismo, su cui scommette anche il modello Lift. «Questo è un territorio strutturalmente debole, con una forte presenza di popolazione anziana, che negli anni si è spopolato e che aveva un tasso di disoccupazione elevato – conclude l’assessora Cristina Grieco – Ma è anche un territorio dove turismo ed agricoltura sono i settori più importanti e possono essere considerati come driver per il rilancio dell’economia grossetana». —
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