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La videosorveglianza non basta Servono semmai agenti in strada
Luciano Mattarelli (Anvu) interviene sul tema della sicurezza «Meglio le pattuglie: in alcuni casi non graverebbero sui conti»
l’intervento
Videocamere di sorveglianza? Non risolvono i problemi. «Le videocamere di sorveglianza possono essere solo un supporto per evitare atti criminosi. Come vero deterrente servono uomini e pattuglie».
Così commenta gli appelli alla sicurezza che sono lanciati in Amiata da più parti, ultimo quello di Guendalina Amati di Rinasci Arcidosso! , Luciano Mattarelli, orbetellano, ex comandante della polizia locale di Tuscania, portavoce dell’Anvu, Associazione professionale della polizia locale d’Italia.
Mattarelli spiega il suo punto di vista professionale e dà qualche dritta ai comuni amiatini. «Ho visto – dice – che da più parti vengono invocate le telecamere come deterrente funzionante contro atti criminosi. La mia esperienza mi dice che non è così. Oggi le telecamere spesso vengono disattivate, oppure i malviventi indossano maschere e cappucci per rendersi irriconoscibili. Le studiano tutte pur di non farsi riconoscere. Le telecamere possono essere un supporto ma non una soluzione. Per avvicinarsi alla soluzione, invece, ci vogliono gli uomini. Quando si riuscisse a mettere per lo meno una pattuglia in più, questa presenza farebbe da deterrenza vera. La base della sicurezza è la presenza umana».
Mattarelli appartiene a un’associazione che fa anche consulenza sulla sicurezza. «Anche al ministero dell’Interno – dice – hanno convenuto che sono le pattuglie a rendere più sicuro un territorio e in Amiata, di certo, soltanto una pattuglia in giro durante la notte, in un territorio vasto e poco popolato, non è in grado di fronteggiare una situazione che diventa sempre più complicata».
Come fare, dunque, per avere una pattuglia in più? «I Comuni – dice Mattarelli – potrebbero organizzare il servizio di notte. Ci sono forme di intervento che neppure graverebbero economicamente sui comuni. Potrebbero fare convenzioni con gli esercizi privati a fronte di un contributo minimo, aprirsi e accordarsi con comandi di polizia di altri comuni. Partendo dal presupposto che l’ingrediente indispensabile sono gli uomini, e premesso anche che occorre un coordinamento stretto fra carabinieri e polizia municipale, i comuni con pochi vigili potrebbero chiedere l’intervento di pattuglie di altri territori comunali a costi minimi. È un’esperienza che abbiamo fatto a Tuscania e soprattutto a Roseto degli Abruzzi. In quest’ultima località con la presenza di uomini in più sul territorio furti e criminalità diminuirono notevolmente. Lo ripeto: è sbagliato crearsi delle grandi aspettative dalle telecamere. Bisogna organizzarsi per far circolare pattuglie e uomini. La mia associazione, Anvu, è a disposizione per consulenze gratuite e per cercare soluzioni adatte al territorio di cui si tratta». —F.B.
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