Il Tirreno

Grosseto

Un pianeta da difendere con gli artigli L’orso della Stazione diverte e fa riflettere

ivana agostini
Un pianeta da difendere con gli artigli L’orso della Stazione diverte e fa riflettere

Al Carnevaletto da 3 soldi sfila un gigante polare. Il capo carro Luca Girelli: «Pensavo da tempo al tema ambientale Quest’anno è arrivato il momento. Da parte nostra ci siamo impegnati a migliorarci e per noi è una sfida vinta»

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1ª puntata

ivana agostini

Inizia oggi un viaggio attraverso i cinque rioni del Carnevaletto da 3 soldi di Orbetello che, per tutto il periodo del Carnevale, porterà Il Tirreno alla scoperta di persone, passioni e di quell’affascinante arte della cartapesta che, in riva alla laguna, si tramanda da cinquantuno anni.

La prima puntata è dedicata al Rione Stazione che quest’anno ha scelto, per il suo gigante di cartapesta, un tema attualissimo. Dietro al quale si cela un messaggio importante: divertirsi facendo riflettere.

È questo l’intento che ha mosso i carristi del rione Stazione che hanno realizzato un carro dedicato ai cambiamenti climatici dal titolo Il Clima all’ultima stazione. «Era un tema a cui pensavamo da anni – confessa il capo carro Luca Girelli –. Poi per un motivo o per l’altro non lo abbiamo mai realizzato. Quest’anno abbiamo deciso che era arrivato il momento».

Girelli parla del rione Stazione come di una grande famiglia. Una famiglia che quest’anno si è allargata. «Abbiamo avuto tante persone che si sono avvicinate e che ci hanno aiutato a realizzare il carro – dice Girelli –. Sono arrivati tanti nuovi volontari, segno che quando si fa una cosa che piace si trovano anche persone disposte ad aiutare».

Costruire un carro vuol dire passare ore e ore, serate invernali, al freddo di un capannone a saldare, incollare la cartapesta, modellare, verniciare. «Un conto è lavorare con dieci braccia, un conto con venti».

Per i carristi del rione Stazione realizzare il carro è stata una festa. Sulla loro costruzione di cartapesta svetta un orso polare che cerca di difendere quel piccolo pezzo di ghiacciaio che ancora non si è sciolto. Difenderlo vuol dire continuare a vivere nel suo habitat naturale. Vuol dire preservare l’ambiente che lo circonda.

«Abbiamo deciso – spiega ancora Girelli – che volevamo miglioraci, nella realizzazione, nei movimenti. Per noi è stata una sfida che abbiamo vinto portando a sfilare nel corso quello che avevamo deciso di fare. Volevamo crescere superando non gli altri ma noi stessi, cercando di fare del nostro meglio».

L’orso polare si muove, si alza in piedi in tutta la sua maestosità proprio come volevano i carristi. «È dalla fine dell’estate che pensavamo a come fare. Non è stato facile ma ce l’abbiamo fatta», dice il capo carro.

Oltre ai carristi una menzione speciale meritano tutte le sarte e costumiste che, sera dopo sera, passano le ore a cucire, a creare gli abiti che poi chi realizza la coreografia a terra dovrà indossare, sarte comprese. «Sono tutte brave e tutte si impegnano al massimo» dice Girelli.

Quest’anno a dare sostegno al rione c’è stata anche la Pro loco dello Scalo. «Per noi ha significato tantissimo – aggiunge il capocarro – e li ringraziamo per la vicinanza».

Da sempre il rione Stazione è fra i più vivaci. I carristi durante le sfilate si divertono come dei ragazzini. Domenica durante la sfilata vedere gli scherzi fra Greta (Antonio Corridori) e Gretino (Giuliano Baghini) che rappresentano la difesa dell’ambiente e il suo esatto contrario ha fatto divertire tutti.

Domenica è stata la prima uscita dei carri allegorici. «È una grande prova generale – dice Girelli – e ci è servita per fare dei piccoli aggiustamenti, per vedere se tutto funziona a dovere. Per fortuna a parte delle piccole cose, tutto è andato bene».

Il rione ha scelto come reginetta una ragazza che frequenta il rione e il Carnevale da anni. «Caterina Speciale è davvero unica, si diverte. L’abbiamo messa in alto a circa cinque metri di altezza. Tutto nella massima sicurezza. Ma è veramente in alto».

Girelli è il capo carro da quattro anni. «Non è facile – dice –. Spesso ci sono dei battibecchi come avviene in tutte le famiglie. Non è facile sempre andare d’accordo. Penso però che dato che si tratta di volontariato sia importante la tolleranza e il rispetto di chi decide di lasciare la famiglia o rinunciare al riposo per venire a lavorare al freddo dei capannoni. La cosa importante è avere sempre il sorriso e la voglia di fare bene per il Carnevaletto».

Lo scorso anno il rione Stazione si è classificato al secondo posto, dietro Albinia. Quest’anno le sfilate sono appena iniziate. Una cosa è certa: i ragazzi del rione Stazione si divertiranno come ogni anno. Il risultato sarà importante ma la Stazione c’è, con la voglia di divertire chi ama il Carnevale e soprattutto di divertirsi. —

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