Italia
Sono oltre 50mila i volatili acquatici tra Diaccia, Parco Laguna e Burano
Chiuso il censimento delle specie svernanti in Toscana. La Maremma conferma il suo primato per la biodiversità
grosseto. Anche quest’anno, dal 7 al 24 gennaio, si è svolto il censimento degli uccelli acquatici svernanti in Toscana: e la Maremma conferma il suo primato di culla per eccellenza dell’avifauna del Granducato. Inquadrato nell’International Waterbird Census 2020 (Iwc) di Wetlands International, è un progetto internazionale che interessa tutto il Paleartico occidentale. Il censimento è coordinato su scala nazionale dall’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra) e organizzato a livello regionale, dal 1984, dal Centro Ornitologico Toscano, il Cot. Obiettivo, stimare la dimensione delle popolazioni di uccelli acquatici, descrivere le variazioni numeriche e distributive e identificare, attraverso i criteri numerici della convenzione internazionale di Ramsar per la conservazione delle zone umide, i siti di importanza strategica. .
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Occhi aperti
Centosettanta rilevatori del Cot, in collaborazione con le Oasi Wwf, le Oasi Lipu e il Centro Ricerca e Documentazione del Padule di Fucecchio, coadiuvati dagli enti parco regionali e dalle polizie provinciali di Grosseto, Livorno e Prato, su base volontaria hanno monitorato 200 zone umide su tutto il territorio regionale, Isola d’Elba compresa, eseguendo i conteggi con metodi e su percorsi standardizzati. In poco più di due settimane “armati” di binocoli, cannocchiali, cartine e schede di rilevamento hanno contato gli uccelli acquatici nelle paludi, nelle bonifiche, sui laghi, lungo i fiumi e le coste. Le stesse operazioni vengono svolte negli stessi giorni da migliaia di altri volontari in tutta Europa e Nord-Africa.
la mappa
Ed ecco i risultati in Toscana. Sono stati contati 110mila uccelli acquatici, tra cui 4mila oche selvatiche, 35mila anatre di cui 468 codoni (una specie in ripresa dopo alcuni anni di decremento numerico) e 6. 283 fenicotteri. Tra le specie in incremento numerico spicca il marangone minore, piccolo cormorano proveniente dall’est Europa e di cui sono stati segnalati 80 esemplari: e ciò conferma l’espansione del volatile registrata negli ultimi anni. Interessante anche la presenza di specie che solitamente svernano nel continente africano ma sempre più di frequente e in numeri crescenti trovano condizioni idonee per superare l’inverno anche alle nostre latitudini come il combattente, la pantana e il cavaliere d’Italia. In fortissimo aumento l’ibis sacro – 560 esemplari concentrati nelle zone umide del medio e basso corso dell’Arno – specie esotica di recente introduzione, monitorata per i danni che può infliggere alle popolazioni di uccelli acquatici coloniali. Il comprensorio Diaccia Botrona–Parco della Maremma con 25.377 uccelli censiti e quello di Orbetello-Burano 25.199 svernanti si confermano come sempre le macrozone maggiormente popolate, seguite dal Padule di Fucecchio con 11.145 uccelli. L’incremento delle popolazioni di uccelli acquatici nel Padule di Fucecchio e nell’Alveo del lago di Bientina rappresenta una delle maggiori novità di questi anni; accorpando il numero di uccelli nelle due aree – in totale circa 19mila – vengono raggiunti valori paragonabili alle tradizionali, quanto importanti a livello nazionale e internazionale, zone di svernamento maremmane.
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le competenze
Sono 36 anni che il Cot svolge censimenti con metodologia e rigore scientifici, grazie alla capacità dei volontari, esperti ornitologi, affiancati anche da tanti appassionati. Il patrimonio enorme di dati confrontabili nel tempo grazie alle metodologie di raccolta e il continuo monitoraggio, consentono di avere un quadro di anno in anno aggiornato della dinamica delle popolazioni di questi uccelli, e della salute e dello stato di conservazione delle nostre zone umide toscane di cui gli uccelli ne sono fenomenali indicatori. –
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