Il Tirreno

Grosseto

il pugile cammarelle all’isis fossombroni 

L’oro olimpico incontra gli studenti «Sognavo di diventare Mike Tyson»

Stefano Fabbroni
L’oro olimpico incontra gli studenti «Sognavo di diventare Mike Tyson»

3 MINUTI DI LETTURA







«Più volte durante il mio percorso di atleta mi sono detto di lasciare ma ho continuato convinto che fosse giusto arrivare all’obiettivo. La mente in questa disciplina conta più di ogni altra cosa».

Questo è stato uno dei passaggi dell’incontro tra Roberto Cammarelle, pugile olimpionico plurimedagliato e i numerosi studenti dell’indirizzo sportivo dell’Isis Fossombroni di Grosseto tenutosi nell’Aula Magna della struttura scolastica. Cammarelle, che sul ring ha rappresentato i colori delle Fiamme Oro della Polizia di Stato, ha raccontato la sua esperienza di oltre quindici anni: dai primi allenamenti con fasce, caschetto e guantoni alla palestra “Rocky Marciano” di Cinisello Balsamo, comune nel milanese dove è cresciuto, fino al ritiro suggellato nel 2016 con un successo che ha sancito una carriera ricca di allori. In mezzo ben tre medaglie alle Olimpiadi (oro a Pechino 2008, argento a Londra 2012, bronzo ad Atene 2004), due ai Mondiali (oro a Chicago 2007 e Milano 2009, bronzo a Mianyang2005 e Almaty 2013), tre agli Europei (argento a Perm 2002, Pola 2004, Ankara 2011). Moderatore della giornata è stato il giornalista Franco Esposito, storico “cantore” delle imprese sul quadrato di molti pugili italiani: presenti anche la dirigente scolastica Francesca Dini e i docenti.

«Roberto – dice Esposito – non si è mai posto all’avversario con odio o con la pretesa di metterlo a terra». Ma un piccolo sogno nel cassetto, Cammarelle l’aveva eccome.

«Volevo a tutti i costi diventare il nuovo Mike Tyson – dice il campione olimpico – ma mi sono dovuto “accontentare” di stare nel mio peso che non era dei massimi come lui, bensì dei supermassimi».

Ora Roberto è membro della giunta del Coni e si occupa di dare un futuro allo sport in generale. «Stiamo lavorando – prosegue rivolgendosi agli studenti – per rendere ogni disciplina a livello professionistico e che diventi un lavoro e non un passatempo per voi. Lo studio che andrete a completare vi permetterà magari di diventare quelle figure dirigenziali che oggi servono davvero allo sport e soprattutto alla società in cui viviamo».

Gli studenti gli hanno rivolto alcune domande, colpiti dalla sua caparbietà e dell’amore verso la “nobile arte”.

«Che tipo di insegnamento di vita dà il pugilato?», chiedono alcuni. «Il pugilato è uno dei migliori sport in assoluto a livello formativo – risponde Cammarelle che, appesi i guantoni al chiodo, si è diplomato in Management dello Sport alla scuola del Coni – e come ex atleta, prima che dirigente del Comitato olimpico, ho promosso la creazione delle scuole di pugilato in luoghi e quartieri difficili e degradati d’Italia». Altri, invece, guardano più l’aspetto tecnico. «Cosa succede quando un pugile è in difficoltà?». «Dovrebbe intervenire l’arbitro e contare o porre fine al match – replica l’oro di Pechino 2008 – ma anche il compito di chi sta all’angolo è essenziale a volte anche per salvare il pugile». Non sono mancate le ragazze. «Il futuro del pugilato femminile?», hanno domandato. «È un movimento in crescita – conclude – su cui vedo un futuro migliore di quello maschile tanto che abbiamo aumentato le categorie di appartenenza». —

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
La tragedia

Cecina, il parto in casa e il neonato morto in una busta: i dubbi da chiarire

di Claudia Guarino