Il rapper Junior Cally a Sanremo Sindaco e Ciaramella scrivono alla Rai «Dovete promuovere il rispetto»
. La Rai non conceda spazi a riferimenti negativi, tanto più in un evento seguitissimo come il festival di Sanremo: è il significato della petizione al ministro delle pari opportunità e alla commissione di vigilanza Rai, «in merito alle recenti frasi sessiste pronunciate dal presentatore Amadeus e alle ancora più preoccupanti scelte artistiche sull’imminente festival di Sanremo», ideata, proposta e firmata dal sindaco di Grosseto e presidente della Provincia Antonfrancesco Vivarelli Colonna e dalla consigliera comunale e provinciale delegata alla cultura e alla parità e Olga Ciaramella.
«L’obiettivo – spiegano – è quello di raccogliere un sentire comune a molti e rappresentarlo alla Rai e al ministro competente». I sottoscrittori di questa petizione ritengono inaccettabile che la Rai, servizio pubblico che dovrebbe promuovere la divulgazione di messaggi e valori in linea con l’ordinamento giuridico, dia visibilità a chi ha diffuso messaggi denigratori nei confronti della donna; il riferimento è alla partecipazione del rapper Junior Cally autore nel 2017 di un assai criticato brano. «Sanremo – si legge nella petizione, firmata, tra gli altri, da Vittoria Doretti, l’ideatrice del Codice Rosa – non può essere un palcoscenico per persone che hanno inneggiato alla violenza, allo stupro, al femminicidio. Alle istituzioni, alle commissioni, alla scuola, tocca il compito di interrogarsi sui significati e sulle conseguenze che questi messaggi possono provocare sui ragazzi. È dovere delle istituzioni proteggere le categorie più a rischio come i giovani, che potrebbero intravedere in questi individui modelli negativi da imitare».
«In un momento storico come questo – spiega Olga Ciaramella – in cui ogni tre giorni viene uccisa una donna e ogni 15 minuti una donna è vittima di violenze, certi messaggi andrebbero banditi da tutti i mezzi di comunicazione. Le istituzioni hanno il dovere morale di non sottovalutare l’accaduto, ma di esprimere tutto il loro dissenso». «È proprio per questo motivo – prosegue il sindaco – che non condividiamo la posizione del direttore artistico del festival di Sanremo e della Rai. In pochi minuti, infatti, si vanifica e si tradisce l’impegno quotidiano di tutti coloro che con impegno e empatia, lottano con e per le donne vittime di violenza».
Vivarelli Colonna e Ciaramella sottolineano che non sarà sufficiente per la Rai prendere verbalmente le distanze da queste scelte. E chiedono che ogni sera venga trasmesso un chiaro messaggio contro la discriminazione in attuazione della convenzione di Istanbul e dei numerosi documenti che combattono la violenza e ogni tipo di atteggiamento che possa veicolarla, privilegiando la diffusione di messaggi positivi, di rispetto e solidarietà nei confronti della donna». –
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