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castel del piano 

Una mostra per riscoprire la storia della rossa Montenero

Fiora Bonelli
Una mostra per riscoprire la storia della rossa Montenero

Il paese è stato per decenni una roccaforte comunista. Ora da una soffitta  spuntano vecchie foto, dischi d’epoca e materiale che verranno esposti 

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“Il Pci a Montenero d’Orcia. Facce e pensieri di cinquant’anni di storia”.

Sabato 1º febbraio alle 10,30, organizzata dall’associazione La Quercia, dall’Arci e dal Partito democratico di Castel del Piano, si inaugura, nella sala polivalente, la mostra che racconta un pezzo di storia di Montenero d’Orcia, frazione di Castel del Piano.

«In un armadietto della vecchia sezione del Pci – spiega Federico Badini, segretario Unione comunale Pd Castel del Piano – abbiamo trovato una serie di fotografie, di dischi d’epoca e di documenti che vogliamo mettere a disposizione di tutti con una mostra che comincia dagli anni del dopoguerra fino agli anni Novanta circa».

Insomma Montenero d’Orcia, che veniva chiamata la “piccola Russia” dell’Amiata, riavvolge il nastro e ripensa alla sua storia, a partire dal distacco dal comune di Cinigiano e l’ingresso in quello di Castel del Piano nel 1956.

Gli anni Cinquanta e Sessanta sono cruciali per Montenero d’Orcia, con la riforma agraria e la formazione della proprietà contadina. Un periodo di lotte e rivendicazioni che fu il collante che rese coesa e compatta la realtà montenerina che aveva cominciato a lottare per i propri diritti e libertà e contro la mezzadria già nel 1945.

A Montenero d’Orcia la riforma interessò essenzialmente la grande proprietà Avanzati, la cui fattoria comprendeva una quarantina di poderi condotti da mezzadri e salariati e furono costituiti circa settanta poderi.

In questo periodo si crea una profonda coscienza di classe di una società tormentata da rivendicazioni e lotte e che trova coesione e consapevolezza proprio negli obiettivi comuni. Una comunità solidale che si dibatte fra conquiste che avrebbero cambiato la storia di Montenero e sconfitte brucianti. Ma che non ha mai perduto la voglia di andare avanti nonostante le difficoltà e i bisogni come ad esempio quello della corrente elettrica e dell’acqua, di cui la maggior parte delle unità poderali potranno godere solo nel 1972 con la costruzione dell’acquedotto che porterà acqua a Montenero dalla sorgente di fonte Murata di Castel del Piano. E così anche la corrente elettrica che arrivò negli anni Settanta.

Una società che dal punto di vista politico si riconosceva nella sinistra del Pci e del Psi che, insieme, a tutte le elezioni incassavano il doppio dei voti di tutti gli altri partiti messi insieme e che da sempre ha espresso rappresentanze importanti nel consiglio comunale di Castel del Piano.

Questo modello omogeneo e solidale comincia la sua trasformazione dagli anni Ottanta e forse il vero simbolico spartiacque fu l’esperienza fallimentare della stalla sociale, una delle più efficienti in Toscana, ma tuttavia sempre in perdita. Fu chiusa nel 1989, quando i cambiamenti del mercato e delle scelte lavorative trasformano il volto di quella società: le nuove tendenze dell’agricoltura di qualità e la comparsa delle griffes, come il Montecucco e la dop dell’olio, la trasformazione dei poderi in agriturismi, le nuove tipologie di allevamento che modificano il profilo sociale di Montenero che tuttavia continua a guardare politicamente a sinistra. Tanto che nelle ultime elezioni comunali di Castel del Piano Montenero d’Orcia è stata l’unica sezione in cui il centrosinistra ha avuto la meglio sul centrodestra che si è saldamente accaparrato il comune.

Tuttavia, pur cambiate le generazioni e le presenze (una nutrita comunità turca si è impiantata stabilmente a Montenero d’Orcia) la realtà fortemente corale montenerina resta unica: lo dimostrano le iniziative della Pro Loco, gelosa custode di tradizioni e memorie, a cui partecipa praticamente tutta la collettività.

All’inaugurazione della mostra ci saranno Massimo Alessandri, presidente dell’associazione La Quercia, Simone Ferretti. presidente provinciale dell’Arci, e Federico Badini segretario Unione comunale del Pd.

Alle 20, cena al circolo Arci Montenero, costo 15 euro (pizza e birra). Per prenotazioni rivolgersi a Federico al numero 368 7275214.

La mostra resterà aperta solo in sabato e la domenica nei seguenti orari: il sabato dalle 10,30 alle 12, 30 e dalle 16 alle 19. La domenica dalle 10,30 alle 12,30 e dalle 16 alle 18,30. —

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