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Ladri rubano galline negli orti a San Martino
Tra venerdì e sabato spariti nove polli in due terreni L’amarezza di un proprietario: «C’ero affezionato»
grosseto. Ladri di polli, ladri di poco conto. Così vuole il sentimento comune e così l’espressione è entrata nel parlare quotidiano. Ma quando a quei “polli” hai dato un nome, quando ti ci dedichi anima e corpo, quando non torceresti loro nemmeno una penna ma te le porti sulla spalla in giro per l’orto e aspetti solo qualche ovetto, be’, allora quei ladri di polli possono farti davvero male.
E male, tanto male, ha sentito in cuor suo Riccardo Tanini, per gli amici “Ghigo”, 45 anni, grossetano, quando ha scoperto che, dalla sera alla mattina, le sue cinque galline gli erano state rubate, insieme ad altre quattro portate via dall’orto del suo vicino.
Riccardo, che coltiva un ordinato fazzoletto di terra vicino a San Martino, se n’è accorto sabato mattina.
«Il venerdì – racconta – l’avevo passato a costruire un recintino per l’ultima arrivata, Teresa, che non potevo mettere insieme alle altre prima che si ambientasse un pochino». L’indomani, tornando all’orto, ha notato subito che qualcosa non quadrava.
«Di solito le galline mi venivano incontro – dice – ma sabato mattina no. È stato a quel punto che mi è tornato in mente un particolare della sera prima a cui lì per lì non avevo fatto caso. E mi sono sentito gelare», dice.
Il particolare è la luce di due fari di macchina che, intorno alle 18, quando era già buio, Riccardo aveva notato aggirarsi in una stradina dove si affacciano degli orti abbandonati. «Ho trovato molto strano che ci fosse un’auto lì – dice – e adesso mi viene il sospetto che le due cose siano collegate».
Riccardo ha cercato in lungo e in largo, ma delle sue galline nemmeno l’ombra. «Ho trovato solo Teresa – dice – che, piccinina, era rimasta tranquilla a covare nella sua gabbietta, scostata dalle altre, e poi la chioccia mugginese, che covava anche lei e forse i ladri non l’hanno vista. Carlotta e le altre, invece...».
Che in zona ogni tanto si facessero vivi i ladri di galline non è una novità. «Me l’avevano detto diverse persone», dice Riccardo. Ma la cosa non lo consola. «Se mi avessero rubato degli attrezzi – dice – mi sarebbe importato meno. Figuriamoci che avevo un gallo che picchiava gli altri polli. Tutti mi dicevano: “Ammazzalo, tanto si mangia”. Io, che la carne la mangio, però non ho avuto il coraggio. E l’ho riportato al negozio per farmelo cambiare con una gallina».
Ora nell’orto non rimane che qualche cavolo e le due pennute scampate ai ladri. «Non ho nemmeno sporto denuncia – conclude con amarezza Ghigo – tanto, che vuoi, è impossibile metterti al riparo da queste cose. Però mi dispiace. Tanto». — F.F.
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