Il presidio
Caritas cambia sede e si allarga grazie a un generoso donatore
La Diocesi ha acquisito terreni e capannoni da alcune cooperative in via Pisa L’annuncio del vescovo: «Adesso cerchiamo i fondi per la ristrutturazione»
GROSSETO. La Caritas di Grosseto ha trovato una nuova sede: si sposterà in via Pisa, dietro la Motorizzazione. Ci vorrà probabilmente qualche anno per il trasferimento, ma il progetto stavolta è concreto.
Gli immobili già ci sono: in questi mesi la Diocesi grossetana ha infatti acquisito alcuni capannoni alle spalle della Scansanese e affidato a il progetto di ristrutturazione a uno studio di architettura.
La notizia è stata diffusa dal vescovo monsignor Rodolfo Cetoloni ieri durante un incontro con i giornalisti delle testate locali e degli uffici stampa istituzionali nella sede di Tv9-Telemaremma, l’emittente in cui va in onda la trasmissione “Dentro i nostri giorni” curata dall’ufficio comunicazioni sociali della Diocesi. La Chiesa ha reso omaggio a san Francesco di Sales, vescovo francese, patrono di giornalisti e scrittori.
A Grosseto la Caritas (l’organismo pastorale della Cei per la promozione della carità) sorge in via Alfieri, ma da tempo i suoi spazi sono diventati angusti rispetto alle mutate (aumentate nel tempo) esigenze di accoglienza nei confronti di chi ha bisogno di aiuto. Mensa, vestiario, servizio docce. Negli anni passati la Diocesi aveva progettato di spostarsi nell’ex Casa dello studente, alla Cittadella dello studente, ma il progetto è tramontato. La ricerca di una nuova sede per la Caritas è proseguita, finché «non siamo arrivati a sapere – dice sua Eccellenza – che alcune cooperative mettevano in vendita i loro capannoni» nei pressi della Scansanese.
Il rapporto peraltro era già in piedi; quelle stesse cooperative «avevano già dato in comodato alla nostra Diocesi una parte dei capannoni per realizzarvi l’Emporio della solidarietà», servizio che dura tuttora in via Pisa 1.
Per l’acquisto, la Diocesi ha potuto contare sulla generosa donazione da parte di un privato, un filantropo che ha regalato soldi e propiziato la nascita della nuova sede Caritas.
«Poi c’è stato uno scambio di proprietà» tra una cooperativa e la Diocesi: da una parte la chiesa del Cristo, dall’altra una parte del capannone. Cooperativa ed ente diocesano si sono “scambiate” le proprietà e così la Diocesi ha potuto aggiungere un altro tassello al progetto. Grazie a questo scambio di volumetrie, il sogno di una sede è diventato fattibile. La Chiesa è diventata proprietaria dei terreni e dei capannoni e potrà realizzarvi la sede della Caritas. A questo punto serviranno del tempo e dei soldi per la ristrutturazione. «Ci sono da trovare altri fondi – dice monsignor Cetoloni – per la ristrutturazione. Stiamo continuando a cercare. La Diocesi è disponibile ad alienare qualche piccolo bene di sua proprietà per far convergere le risorse sul progetto della sede», conclude il vescovo. Per esempio c’è un appartamento in città che potrebbe essere messo in vendita. «E saremo anche naturalmente ben grati – conclude il vescovo – di tutto quello che ci potrà arrivare dalle donazioni dei cittadini». — El. G.
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