Il Tirreno

Grosseto

Via Margutta omaggia i cento anni di Fellini con una terracotta firmata Matteo Maggio

Sara Landi
Via Margutta omaggia i cento anni di Fellini con una terracotta firmata Matteo Maggio

L’eclettico artista grossetano scolpisce un ritratto del maestro, esposto in una collettiva “grandi nomi” a Roma

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GROSSETO. Il 20 ricorre un centenario di quelli che emozionano davvero: in quello stesso giorno del 1920 nasce infatti a Rimini uno dei maggiori registi del cinema italiano e mondiale di tutti i tempi, Federico Fellini. E un secolo dopo l’hotel Art di Roma che si trova in via Margutta, luogo simbolo ed evocativo della Dolce Vita e via dove Fellini abitò con Giulietta Masina, ha deciso di celebrare il grande maestro con una mostra in cui spicca anche il contributo di un artista grossetano, Matteo Maggio, 37 anni, unico scultore presente con un proprio lavoro tra numerosi pittori (nove tra le espressioni più interessanti dell’arte di figurazione e non), un fotografo e due noti vignettisti, Massimo Bucchi di Repubblica ed Emilio Giannelli del Corriere della Sera.

Alla vigilia dell’inaugurazione della mostra, in programma proprio oggi in concomitanza col centenario della nascita di Fellini, Matteo Maggio racconta al Tirreno come nasce la sua partecipazione e il legame col cinema di Fellini.

«L’hotel Art di Roma – dice Maggio – è specializzato nell’organizzazione di mostre ed eventi culturali di spessore. Quest’estate sono stato chiamato dal pittore Paolo Giorgi, che è il direttore artistico della mostra e che conosco perché anche lui è di origini grossetane. È stato lui a propormi di lavorare sul ritratto di Fellini che ho realizzato in terracotta».

Per realizzare l’opera Matteo Maggio ha approfondito lo studio della filmografia e della poetica felliniana. «Avevo visto alcuni dei suoi capolavori – dice lo scultore – ma l’impegno con la mostra mi ha spinto a documentarmi ancora di più per cogliere meglio la personalità del regista, ovviamente secondo il mio stile».

Matteo Maggio, nato a Grosseto nel 1983, si è formato al liceo artistico Pietro Aldi del Polo Bianciardi di Grosseto dove da alcuni anni è tornato nel ruolo di docente (insegna storia dell’arte nel sostegno). Dopo la maturità artistica nel 2002 si iscrive all’Accademia di Belle Arti di Carrara dove si laurea con lode in discipline plastiche nel 2006.

Ma Matteo Maggio oltre ad essere uno scultore e un visual artist conosciuto anche come MrM è un musicista apprezzato («la musica per me è la base di tutto») e un batterista jazz sperimentale, reggae-dub e rhythm and blues. Dal 2004 inizia a esporre in numerose manifestazioni e concorsi in Italia, aggiudicandosi importanti riconoscimenti e premi attraverso le proprie opere come nel 2009, quando progetta e realizza il monumento commemorativo per le vittime delle violenze nei manicomi ad Arezzo.

Nel 2010 realizza invece l’installazione “Corpo del Suono” nel chiostro del Palazzo di San Galgano a Siena, una delle sedi dell’ateneo senese. Nel 2011 viene selezionato per il progetto di arte ambientale “Prospettive dell’Urbano – Dieci scultori per le periferie di Siena” a fianco di artisti del calibro di Luigi Mainolfi e Mauro Staccioli. Del 2013 è invece “Change”, l’installazione sonora che Maggio realizza per la rassegna U/Siena Arte alla facoltà di Giurisprudenza.

L’anno successivo cura la scenografia per la performance “Della sua bianca maestà” in collaborazione con un altro talento cittadino, l’artista designer Irene Silvestri; in questo caso la location è la chiesa dei Bigi di Grosseto. Nel 2014 partecipa al festival Alterazioni di Arcidosso curando la scenografia per la performance He 5.0 realizzata da un collettivo di artisti in cui oltre a Maggio figurano i Q2 Visual, M4T, Antitesi Ensemble e Irene Silvestri.

Del 2015 è invece l’installazione site specific ideata per la rassegna Migrazioni – Itinerari di arte contemporanea al Museo Archeologico del Portus Scabris a Scarlino.

Di recente Matteo Maggio è stato inoltre uno dei protagonisti dello studio Fake Coma in centro storico avviato grazie al progetto Pop Up insieme ad altri artisti: Kerta Von Kubin, Faber Torchio e Oscar Corsetti. La collettiva dedicata a Fellini che s’inaugura questa sera alle 18 nella hall dell’hotel in via Margutta 56 a Roma resterà aperta per un mese. Info Hotel Art, telefono 06 328711. —

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