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Le donne protagoniste dei bozzetti dei rioni Dagli 80 anni di Mina all’omaggio a Frida Khalo
Impegnati contro la violenza e attenti all’ambiente e al futuro: accento puntato su alcuni mali del nostro tempo
follonica. Un Carnevale che vuole celebrare le donne di tutte le età con uno sguardo rivolto all’ambiente e alla società contemporanea: è questa l’essenza della 53esima edizione dell’ormai tradizionale evento follonichese.
Ieri pomeriggio sono stati presentati tutti i bozzetti che sono stati immaginati in questi mesi dagli otto rioni della città e che presto si trasformeranno in carri che fileranno per le strade a partire dal 2 febbraio.
Il rione Capannino per quest’anno ha pensato ad un carro dedicato alle donne dal titolo “Stop! È l’ora di essere libere di esistere”. Con questo tema il rione vuole dire basta alla violenza sulle donne: «Il rione Capannino quest’anno vuol dire basta e lo diciamo a modo nostro, con le sfumature del mondo del carnevale». Il carro si ispirerà all’opera lirica e si lega in modo particolare alla musica pucciniana e al particolare rapporto del compositore con il mondo femminile, dalla Turandot a Madama Butterfly. Sulle note del “Nessun Dorma” il rione vuole dire stop al femminicidio e alle violenze di ogni genere: «Svegliamoci affinché la donna possa dire finalmente “All’alba vincerò”. Con il mascherone centrale abbiamo voluto rappresentare la Madama Butterfly, anch’essa vittima di soprusi e manipolazioni da parte del mondo maschile».
Ad una celebre donna è dedicato il carro del rione Centro: Mina, che quest’anno compirà 80 anni. «Il nostro carro vuole essere un omaggio alla più grande donna, artista, ed interprete che il mondo abbia mai conosciuto – spiega il rione Centro – Il 2020 per Mina è un anno magico ricco di date ed anniversari da festeggiare».
Al disegno di una bambina di 9 anni si ispira invece il carro del rione Zona Nuova dal titolo “Siamo alla frutta per fortuna arriva il dolce”. «Siamo alla frutta», esclamano due genitori che durante la cena a casa guardano come sempre le notizie, poco confortanti, del telegiornale. «Per fortuna poi arriva il dolce” replicano i figli. «Ed ecco qui il nostro carro – dice il rione Zona Nuova – una piccola pasticceria che produce dolci al solo scopo di diffondere nella quotidiana vita amara quella dolcezza di cui tutti abbiamo bisogno».
Il rione Senzuno quest’anno ha invece deciso di danzare attorno alla morte, ispirandosi al Messico e alla sua tradizione popolare e traendo ispirazione da un’altra celebre donna: Frida Khalo. “Viva la vida” è il titolo di una delle opere della pittrice messicana e il carro sarà la versione senzunese della cultura messicana a tutto tondo, culminando con “El Dia de Los Muertos”, la festa dei morti che celebra la vita. Una commemorazione dei defunti che si trasforma in un allegro carnevale di colori e musica. La natura è invece il tema del rione 167 Ovest: «È importante ristabilire la giusta armonia con la natura, solo così avremmo una chance di sopravvivenza – dice il rione – ma chi ci può aiutare? noi crediamo anche un semplice albero, secco, indebolito, con poche foglie, che con le sue ultime forze cerca di proteggere una vita, tra i suoi rami con un abbraccio. Un albero che diventa un vero protettore della natura e dell’umanità intera».
Il rione Chiesa quest’anno ha voluto puntare sul cyberbullismo: «Il titolo del nostro carro è “Squali del web” – spiegano – Abbiamo ideato questo tema perché lo riteniamo una vera e propria piaga sociale». Nel carro gli haters sono stati rappresentati sotto forma di uno squalo famelico, i figuranti saranno invece i tasti della tastiera che nelle mani di altri utenti, potranno creare messaggi positivi». “L’impero colpisce ancora” è il tema del rione Pratoranieri: «Quest’anno abbiamo deciso di fare riferimento alla saga cinematografica di Star Wars – spiega il rione – Il tutto si svolge in una galassia immaginaria in un epoca non precisata con una varietà di protagonisti tra cui umani, robot, droidi e naturalmente le astronavi».
Infine il rione Cassarello con il carro dal titolo “Siamo tutti figli di...”: «L’epica guerra di Troia, narrata da Omero nell’Iliade, è l’intramontabile testimonianza di come vi sia uno scollamento profondo fra le reali cause che portano ad un conflitto armato e le motivazioni che vengono poi rifilate alla popolazione – spiegano – spesso inneggianti ad alti valori nobili che possono accendere il fuoco negli animi dei futuri combattenti». — G.S.
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