Ferrari tira dritto su Termine «Ha rifiutato un part time»
Il primo cittadino di Piombino difende la scelta di non aver rinnovato il contratto al suo collega e dice: «Troppe assenze, una volta è venuto per litigare con me»
Sul caso Termine Francesco Ferrari tiene la barra dritta. «Siamo convinti della bontà della decisione» dice il sindaco di Piombino, riferendosi al licenziamento dal Comune di cui è alla guida del collega di Monterotondo Marittimo, Giacomo Termine. «Non è un licenziamento, ma un mancato rinnovo», torna a ribadire il piombinese espressione di Fratelli d’Italia, insistendo sul fatto che non si tratta di una «decisione politica», al contrario di quanto detto dal monterotondino, che colloca l’inizio dei problemi nell’ente alla sua elezione da segretario provinciale grossetano del Pd. «Termine negli ultimi quattro mesi è venuto al lavoro sette volte, una delle quali per litigare con me nella mia stanza – dice Ferrari – Noi non possiamo permetterci di restare sotto organico, specie in un ufficio delicato come quello Ambiente».
Il sindaco piombinese cerca di ricostruire la vicenda, finita alla ribalta nazionale, partendo dall’inizio. «A dicembre scopro attraverso il dirigente preposto che Termine non è indeterminato ma è in prova – dice – Un periodo che dovrebbe durare sei mesi ma che gli uffici hanno prolungato per poter fare le loro valutazioni, dato che nel primo semestre le assenze erano state troppe».
Finito anche il secondo semestre, però, racconta Ferrari, arriva la bocciatura. «Gli uffici mi dicono che non può essere idoneo perché non è stata possibile una valutazione del suo caso». Non è un fulmine a ciel sereno, dice Ferrari, perché «gli uffici parlano con Termine e cercano di trovare una soluzione: attraverso l’aspettativa, ad esempio, ma anche – prosegue il piombinese – proponendo un part time. Lui però ha rifiutato seccamente e per noi è stato obbligatorio non confermare il contratto». Termine in Comune era impiegato nell’ufficio Ambiente, tema che a Piombino, tra bonifiche e discariche, è sempre al centro dell’attenzione e delle discussioni. «Piombino ha 190 dipendenti e sono tutti importanti, visto che come tutti i Comuni è sotto organico – prosegue Ferrari – Non ci potremmo permettere dipendenti che non vanno al lavoro, ma all’ufficio Ambiente il ruolo è ancora più importante: non possiamo permetterci di restare sotto organico». Le assenze del monterotondino però sono legate ai suoi permessi istituzionali garantiti dalla Costituzione. «Il diritto ai permessi non va confuso con l’abuso dei permessi – dice Ferrari – I permessi istituzionali sono fondamentali: servono per poter svolgere la propria funzione ma anche per poter andare al lavoro per cui si percepisce uno stipendio, specie se pagato con i soldi dei cittadini».
L’annuncio di ricorsi al giudice del lavoro e querele varie da parte di Termine non fa comunque cambiare rotta a Ferrari. «Siamo convinti della bontà della decisione, che non è stata del sindaco, ma degli uffici, di un’amministrazione – conclude il piombinese – Una decisione giusta per tutti: i cittadini e gli altri dipendenti del Comune. C’è poi una questione etica, ma riguarda solo Termine». —
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