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«Con te sono andati via i ricordi più belli»

Giulia Sili
«Con te sono andati via i ricordi più belli»

La sorella di Simonetta Gaggioli, Adriana, scrive una tenera lettera: incredulità e dolore per la morte della donna

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«Sei stata buttata via come se la tua persona non valesse niente. L’unica parola che mi viene da dire è vergogna», sono parole di Adriana Gaggioli. Sua sorella, Simonetta Gaggioli, è la donna che lo scorso 3 agosto è stata trovata morta in un fosso lungo la vecchia Aurelia. Per quella morte oggi è in carcere, Adriana Pereira Gomes, la nuora 32enne che, secondo gli inquirenti, avrebbe portato lì il corpo dopo aver ucciso la suocera con un caffè contenente una dose massiccia di farmaci.

La lettera è stata scritta da Adriana Gaggioli ed è stata letta in occasione della trasmissione Rai “Storie Italiane”. «Cara Simonetta – scrive la sorella – Nella mia lunga vita non avrei creduto di vivere ciò che è successo. Tutti parlano ma nessuno sa cosa eravamo noi. Eravamo una grande famiglia, una famiglia felice, composto da quattro figli, babbo e mamma. Babbo un ottimo medico, come usavano una volta, pieno di umanità, di vita e di cultura. Mamma una donna nata nel 1918 che aveva frequentato allora il liceo classico di Livorno, quindi una donna molto colta».

Adriana ripercorre l’infanzia: «Babbo tornò in licenza nel 1943 da quell’orribile guerra e ti concepì. Sei stata una bambina solare, allegra, furbetta e piena di vita. Poi nacque Demo e poi Luca, i miei meravigliosi fratelli. Tutti insieme avevamo una vita piena. Te portavi a casa sempre cani randagi e Luca, a pranzo, tutti i bimbi poveri del paese doveva era medico babbo».

Adriana racconta di una famiglia aperta a tutti dove «si dava valore alle cose vere, non alle apparenze».

«In questo quadro familiare c’eravamo io e te. Andavamo molto d’accordo, ci si compensava: io che prendevo le cose sul tragico, te sempre allegra a smussare tutti gli angoli». Poi la morte prematura del padre e gli anni successivi fuori dal nucleo familiare: «Te cominciasti a lavorare a Follonica in Comune, poi quando sposasti andasti alla Regione a Firenze. Abbiamo affrontato insieme grandi dolori: Demo morto giovane, Luca, medico come il padre, morto a 56 anni. Eravamo rimaste della nostra famiglia io e te».

Due sorelle molto vicine Adriana e Simonetta, che condividevano tanto: «A me manchi molto, eravamo affini anche nelle cose piacevoli della vita come andare al cinema al teatro, scambiarci i libri, i vestiti, giocare a carte e discorrere di tanti argomenti. Ora che non ci sei più sono rimasta solo io, la più vecchia». Adriana ha al suo fianco una famiglia numerosa «ma con te – scrive nella lettera – sono andati via i ricordi e le risate». E conclude: «Non doveva finire così, sei morta nel peggiore dei modi che non si può concepire in un ambito familiare. Il dolore è così forte da togliermi il fiato. Ti voglio tanto, tanto bene. Adriana». —

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