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Metodi di caccia proibiti Denunciati due cinghialai

Gabriele Baldanzi
Metodi di caccia proibiti Denunciati due cinghialai

Nei boschi dell’Argentario e di Scansano la polizia provinciale ha trovato tre distributori di cibo per attirare gli animali, una “trappola” vietata dalla Regione

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La pratica dei “governi” dei cinghiali (il loro foraggiamento abusivo) è molto diffusa in tutta la Maremma, pur essendo proibita dalla Regione Toscana. Dal 2015 agire in questo senso ha anche una rilevanza penale. Nel corso della stagione venatoria 2019-2020 la polizia provinciale ha compiuto un giro di vite, rafforzando la vigilanza e impegnandosi in articolate (a volte difficoltose) operazioni di sequestro dei distributori abusivi di mangime.

«Nelle ultime settimane – spiega il consigliere provinciale delegato Bruno Ceccherini – la Provinciale ha individuato e sequestrato tre distributori automatici di granaglie utilizzati da cacciatori, aderenti a squadre di cinghialai, finalizzate ad attirare gli animali. Erano ben nascosti e situati in zone boscate di difficile accesso. In un caso non è stato possibile individuare il responsabile del “governo”, mentre due cacciatori sono stati identificati e denunciati, uno nella zona del Monte Argentario, l’altro nelle campagne di Scansano».

Gli agenti che hanno lavorato a queste operazioni sono partiti da segnalazioni di altri cacciatori. In qualche caso a lamentarsi erano state squadre dello stesso territorio, penalizzate da certe pratiche.

I dispositivi sono stati rinvenuti a conclusione di sopralluoghi in posti non sempre facili da raggiungere, nel corso di operazioni mirate al controllo e alla repressione dei reati venatori.

«Ma non è solo una questione di gelosie – prosegue Ceccherini – la maggioranza dei cacciatori sono onesti e vivono la caccia come una vera passione. Ecco perché questa brutta abitudine del foraggiamento, che mi dicono è piuttosto diffusa, deve finire».

I due cacciatori denunciati hanno ricevuto un verbale con sanzione pecuniaria e nei loro confronti è partita una denuncia alla Procura della Repubblica di Grosseto. Erano loro, infatti, a occuparsi della manutenzione e della ricarica dei “governi”.

Lo stratagemma del distributore automatico serve ad attirare e trattenere branchi di cinghiali in una determinata zona per poterli poi cacciare in braccata. All’interno dei contenitori vengono messe granaglie sfuse, granturco, mais, orzo, avena, cibo che fidelizza gli irsuti.

«Cacciare con certi sistemi, oltre a essere eticamente sbagliato – conclude il presidente Antonfrancesco Vivarelli Colonna – è una condotta penalmente rilevante. Il continuo e abusivo foraggiamento dei cinghiali in determinati luoghi delle nostre campagne non è più tollerabile. Le operazioni compiute dalle pattuglie della polizia provinciale, una serie di indagini mirate con ripetuti sopralluoghi e l’apposizione di telecamere nascoste, si sono svolte grazie anche alla collaborazione della vigilanza volontaria e all’assistenza sul campo di altri cacciatori, che hanno a cuore la legalità in ambito venatorio».

I tre distributori automatici di mangime, perfettamente funzionanti, temporizzati, due riconducibili ai soggetti denunciati, l’altro a ignoti, sono stati posti sotto sequestro penale e messi a disposizione dell’autorità giudiziaria. La vicenda avrà quindi uno strascico in Tribunale. La raccomandazione degli amministratori, che annunciano ulteriori controlli, è quella di non perseverare con i foraggiamenti. —

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