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«Servono strumenti giuridici per combattere l’ideologia nazifascista»
Il parlamentare Emanuele Fiano in Sala Pegaso per un convegno ha annunciato che ripresenterà il suo disegno di legge
L’INCONTRO
LINA SENSERINI
La Sala Pegaso del Palazzo della Provincia gremita come non si vedeva da tempo, venerdì pomeriggio, per il parlamentare Pd Emanuele Fiano, a Grosseto per parlare di vecchi e nuovi fascismi.
L’incontro, organizzato dal Partito democratico, ha messo insieme il deputato relatore del disegno di legge che rende reato la propaganda del regime fascista e due professori dell’Università di Siena, Mario Perini, giurista, associato di Diritto costituzionale, e Alessandra Viviani, ordinaria di Diritto internazionale.
Il tema è di quelli che fanno riflettere, in un momento storico in cui i rigurgiti fascisti e la deriva autoritaria che minano le fondamenta della democrazia, costringono a guardare a un passato, con il quale in Italia, dice Fiano «non abbiamo mai fatto i conti del tutto». E citando Guglielmo Matteotti aggiunge che «il fascismo non è un’idea, ma un crimine» che come tale va combattuto. Per questo, dice «ripresenterò il mio disegno di legge (il cui iter si è fermato all’approvazione alla Camera a seguito della caduta del Governo, ndr), perché la legge Scelba attuativa della dodicesima disposizione transitoria e finale della Costituzione, slegava la propaganda dal reato di ricostituzione del disciolto partito fascista».
«Erano altri tempi - dice ancora - e fare propaganda significava dotarsi di un’organizzazione, mentre oggi bastano pochi minuti per lanciare sui social e nella rete una qualunque idea di qualsivoglia parte politica. Ecco, è necessario dotarsi degli strumenti giuridici per combattere l’ideologia nazi-fascista, la carica di violenza razzista e di odio che essa comporta. Di quelle idee non si può fare apologia o propaganda, questo è il cuore del disegno di legge».
Fiano ben conosce le tragiche conseguenze delle idee nazifasciste, essendo figlio di Nedo Fiano, deportato ad Auschwitz e unico sopravvissuto di tutta la sua famiglia, ancora oggi, all’età di 95 anni, uno dei più attivi testimoni dell’Olocausto.
Cresciuto nella cultura dell’antifascismo e della lotta contro ogni forma di autoritarismo e prevaricazione, Emanuele Fiano è stato presidente della Comunità ebraica milanese, consigliere dell’Unione delle Comunità ebraiche italiane ed è stato un sostenitore della creazione del Giardino dei Giusti al Monte Stella a Milano.
«Esiste una fragilità delle democrazie moderne – conclude il suo intervento – che rende necessario difenderle ogni giorno senza mai abbassare la guardia, affinché non si trasformino nelle “democrazie illiberali”, invocate dai potenti leader di Paesi come Turchia o Russia. Occorre giustizia sociale per evitare pericolose derive populiste. Qui la la sinistra italiana deve fare la propria parte, ritrovare forza e compattezza, riappropriarsi dei valori per cui è nata e su cui si fonda, per tornare a occupare gli spazi che le sono propri». —
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