Il Tirreno

Grosseto

Quasi 300 specie contate nel Parco e l’aquila anatraia ci fa una capatina

Giovanna Mezzana
Un gruppo di fenicotteri rosa fotografato da Fabio Cianchi
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Un gruppo di fenicotteri rosa fotografato da Fabio Cianchi

Ecco la pubblicazione sui volatili dell’area regionale protetta documenta la fauna che sverna e anche quella di passaggio

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ALBERESE. Il Parco della Maremma porta a battesimo la prima pubblicazione scientifica dedicata all’avifauna di un’area protetta di status regionale. Nella sala multimediale del centro visite dell’ente, è stato alzato ieri il velo sul primo fascicolo della Rivista Italiana di Ornitologia “Gli uccelli del Parco regionale della Maremma”. . È a cura di Pietro Giovacchini, ex guardia parco, che da trentacinque anni scruta, osserva, monitora, conta, “misura” il patrimonio di biodiversità “alata” del Parco della Maremma. La pubblicazione è di pregio perché riempie un tassello di valore “scientifico” nella zoologia da campo, ma anche perché rende conto sia della ricchezza delle specie svernanti sia di quelle che – accidentalmente – “passano” dal Parco: per esempio, nel 2019 è stato il caso dell’aquila anatraia maggiore e di quella minore o dell’oca facciabianca; e il passaggio di questi esemplari che non appartengono all’avifauna tipicamente svernante sono particolarmente significativi proprio perché accidentali e la scienza è chiamata a darne conto. E ciò che Giovacchini ha fatto.

«Questo fascicolo – osserva – raccogliere i risultati di un’attività di ricerca bibliografica, archiviazione e selezione delle informazioni radunate per decenni, ma rappresenta soprattutto il risultato di centinaia di giornate passate in ogni luogo del Parco: quanto basta per descrivere la ricchezza specifica raggiunta dal 1975, con l’istituzione dell’area protetta, al 2018 quando l’indagine è stata chiusa».

«Il Parco della Maremma – nota la presidente dell’ente Lucia Venturi – è il primo parco regionale che può vantare una ricerca di questo genere. Essa è interessante per i cultori dell’avifauna ma rappresenta anche un utile strumento nel nostro lavoro quotidiano».

Il Parco della Maremma è un luogo che custodisce un tasso di biodiversità eccezionale: e non solo dunque per gli uccelli che “vivono” il parco, ma anche per quelli che lo visitano, come si diceva poc’anzi.

Sono quasi trecento – 295 per la precisione – le specie rinvenute complessivamente nell’area protetta, incastonata tra Principina Mare, il Palude della Trappola e la foce del fiume Ombrone, la Pineta, le zone agricole, i pascoli di Alberese e Torre Trappola e il comprensorio boschivo dei Monti dell’Uccellina fino a Talamone, lungo circa 25 chilometri di costa.

L’Ente Parco Regionale della Maremma ha accolto con favore la richiesta di partecipare alla realizzazione del fascicolo della prestigiosa Rivista italiana di Ornitologia; e, dopo aver passato in rassegna il lavoro concluso, ha deciso di essere tra i finanziatori dell’opera.

E «Non solo – aggiunge Venturi – per il fatto che il lavoro di gestione e conservazione degli habitat svolto in questi anni dimostra che l’Ente ha intrapreso la giusta strada (e i numeri delle specie di uccelli rilevate e della loro varietà lo confermano) − ma anche perché è estremamente utile, proprio a fini gestionali, poter usufruire di una rassegna completa e esaustiva dell’avifauna dell’area protetta, sia essa nidificante o di passaggio. Il fatto poi che molte delle specie presenti compaiano in liste di particolare protezione, conferma l’importanza delle aree protette per la conservazione degli habitat e dunque della biodiversità».

Il primo fascicolo della Rivista Italiana di Ornitologia “Gli uccelli del Parco regionale della Maremma” può essere scaricato dal sito web www.scienzenaturali. org.

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