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Grosseto

AVVIO DEI SALDI 

Centro storico, vendite in sofferenza. L’appello: «Le istituzioni ci aiutino»

Corso Carducci
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Corso Carducci

In Corso Carducci la richiesta a Comune e associazioni di categoria è di «battere un colpo e promuovere investimenti»

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GROSSETO. «Le istituzioni aiutino il centro storico a rinascere». Lancia un appello Annalisa Luigetti, commerciante del negozio Cheap and Glam, nel cuore di corso Carducci, puntando l’attenzione sul centro commerciale naturale entro le Mura, popolato da una miriade di attività importanti e brillanti, ma bisognose di nuovo smalto.

«Grosseto - dice - non è una città perdente e il centro storico c’è: è vivo e palpitante, ma va aiutato a rianimarsi. E abbiamo bisogno di cose buone, vogliamo che chi di dovere (le istituzioni, il Comune, ndr) facciano qualcosa di concreto». Investimenti, nuova linfa.

L’ultimo campanello d’allarme (l’ennesimo) è dato dall’andamento delle vendite sotto Natale e con l’inizio dei saldi in questi primi giorni del 2020. Ogni attività fa storia a parte, ma è sentimento diffuso che il commercio in centro storico sia ancora in sofferenza. «Per quanto riguarda gli affari, qua da noi c’è stato il buio cosmico – commenta Annalisa – Non abbiamo visto una mossa né a Natale né con l’avvio dei saldi, o comunque c’è poco movimento. E pensare che Natale dovrebbe essere sempre un momento commerciale fondamentale per tutti. Ho parlato con i colleghi, anche qua intorno se ne lamentano in parecchi. La situazione è difficile per tutti; ma è sbagliato fare i “lamentoni” e basta. Va fatto qualcosa - dice - bisogna essere propositivi, c’è bisogno di sensibilizzare il Comune e le associazioni di categoria perché battano un colpo. Vorrei che il centro storico tornasse come un tempo, reintroducendo abitanti, servizi, iniziative, eventi. Solo così si può ripopolare il centro di gente che a sua volta fa bene al centro».

Idee? «Il Comune potrebbe fare una “no tax area” in centro storico per invogliare anche le imprese esterne a investire. Noi commercianti ce l’abbiamo sempre messa tutta, abbiamo rinnovato i locali, promosso eventi, messo a lucido le strutture, fatto investimenti importanti; ma noi da soli non ce la facciamo e non siamo più in grado di poter ripopolare il centro. Ci vuole una spinta superiore per attrarre cittadini e clientela, sia dal Comune che dalle associazioni di categoria. Le varie amministrazioni hanno fatto nascere i vari poli commerciali alternativi al centro storico, ma siamo sicuri che il numero di attività commerciali che è proliferato sia proporzionato rispetto agli abitanti?».

I centri commerciali e la concorrenza sfrenata del commercio online sono un po’ il ritornello che si respira da più parti, in centro; e non solo nelle parole di Annalisa.
Lo dice anche la commessa di un’erboristeria del centro, che scrolla le spalle.

«Il lavoro è cambiato anche per noi. Prima era più continuativo, mentre ora ci sono giornate in cui – rispetto all’anno scorso – c’è il crollo e lavoriamo non dico la metà, ma una bella fetta in meno sì. La gente tende a comprare online pure i nostri prodotti».

Che le vendite non vadano bene lo dice anche la titolare del Number one, Eleonora Fabbri. Anche se il discorso è articolato e «bisognerebbe aspettare la fine dei saldi - dice - Gli ultimi giorni di Natale noi abbiamo venduto un gocciolino di più – dice – ma certi giorni è da piangere», dice. E il pensiero anche qui va alla lotta impari «con i centri commerciali dai quali la gente è assorbita, specie in caso di maltempo» quando le vie del centro si spopolano a tutto vantaggio delle gallerie coperte. «Abbiamo bisogno di aiuto concreto, dice Eleonora.

«Per esempio non facendo pagare i parcheggi in occasione degli eventi. Promuovendo azioni di gratuità» che possano allettare e invogliare il cliente a reinnamorarsi, finalmente, del nostro straordinario centro storico.

(El. G.) —


 

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