Il Tirreno

Grosseto

l’ordinanza 

Spari dopo la lite al Jab «Resta in carcere, potrebbe farlo ancora»

F.G.

2 MINUTI DI LETTURA





grosseto. «È indifferente ai precetti dell’ordinamento e del vivere civile». E potrebbe sparare di nuovo, perché la pistola calibro 45 utilizzata per esplodere i colpi in piazza Esperanto e contro la porta dell’abitazione di un addetto alla sicurezza con il quale aveva discusso poco prima, ancora non si trova. A scriverlo nell’ordinanza di custodia cautelare che ha portato in carcere Robj Hudorovich, è il giudice per le indagini preliminari Giovanni Muscogiuri. La pistola utilizzata per fare fuoco, la mattina del 14 dicembre, è stata fatta sparire: il trentacinquenne, quando è stato raggiunto dai carabinieri poche ore dopo nella sua abitazione, non l’aveva più con sé. Secondo il giudice, «costui, delinquente incallito, ha ampiamente e fattivamente manifestato la sua proterva inclinazione a portare e adoperare l’arma in maniera inconsulta anche per futili motivi e in preda alle incontrollabili escandescenze che contraddistinguono la sua personalità violenta». Hudorovich, difeso dall’avvocato Sergio Frediani, ha negato durante l’interrogatorio in carcere di essere stato lui a fare fuoco, prima in piazza Esperanto e poi contro la porta di casa di uno dei responsabili della sicurezza del Jab.

In tre lo hanno riconosciuto, anche attraverso la sua immagine del profilo di Facebook. Hudorovich dovrà rispondere dei reati di detenzione e porto illegale di arma comune da sparo, minaccia a mano armata, danneggiamento a mano armata e lesioni personali aggravate. Tutti reati che ha commesso in una sera e che si aggiungono a un altro fascicolo arrivato solo due mesi prima in Procura, quando l’uomo si era presentato ai carabinieri di Grosseto per denunciare il furto della sua Bmw. Era l’8 settembre: la sera prima Hudorovich era a Follonica, nonostante avesse ricevuto un divieto di fare ritorno nella città del golfo per tre anni. Alla vista dei carabinieri, che lo stavano fermando per un controllo, si era messo a fare manovre spericolate per scappare, prima di abbandonare l’auto e fuggire a piedi. Era stato però riconosciuto: il giorno dopo si era presentato alla caserma dei carabinieri di Grosseto per sporgere denuncia, spiegando che la sua auto, una Bmw Spider, era stata rubata. Dovrà rispondere di simulazione di reato.

Le indagini sulla sparatoria sono state fatte dai carabinieri del nucleo operativo e radiomobile della compagnia di Grosseto, coordinati dal pm Salvatore Ferraro, che ha chiesto l’arresto, avvenuto tre giorni fa. — F.G.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Meteo

Maltempo in Toscana, scatta l’allerta gialla: temporali forti, vento e grandine – Ecco dove

di Redazione web