Il Tirreno

Grosseto

Messa e fiaccolata, l’isola non dimentica

Lina Senserini

Il 13 gennaio è l’anniversario del naufragio che costò la vita a 32 persone. Ortelli: «Obbligo morale tener vivo il ricordo»

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Sono passati otto anni da quel tragico 13 gennaio del 2012, quando la Costa Concordia andò a sbattere contro lo scoglio di Punta della Gabbianara all’Isola del Giglio, trascinando con sé 32 vite, il destino di 4 mila passeggeri e quello dell’intera comunità isolana. E come ogni anno l’isola ricorda.

Il 13 gennaio è la “Giornata della memoria delle vittime della Concordia”, ratificata nel 2013 dal consiglio comunale che ne votò l’istituzione all’unanimità. «Niente sarà più come prima», disse pochi giorni dopo il disastro il sindaco Sergio Ortelli.

La Costa Concordia e il comportamento del comandante Francesco Schettino sono rimasti indelebili nel ricordo degli abitanti, di tutti coloro che in quei terribili giorni si adoperarono per i soccorsi, di chi nelle settimane, nei mesi e negli anni successivi è stato coinvolto nella vicenda. Come restano i fotogrammi del parbuckling, le straordinarie operazioni di raddrizzamento del relitto ad opera del team di Nick Sloane, l’ingegnere sudafricano che ha progettato e diretto l’operazione, tra il 16 e il 17 settembre 2013. E l’addio del relitto, il 23 luglio 2014, salutato dalle sirene dei rimorchiatori, dalle urla liberatorie di Sloane e di tutti gli uomini che per due anni avevano lavorato per far galleggiare il relitto, ruotarlo e trascinarlo via verso Genova. C’è chi ha pagato con la vita, il 2 febbraio 2014: Franco Moreno il sommozzatore spagnolo rimasto schiacciato da una trave metallica mentre lavorava a una delle casse di galleggiamento.

«È nostro dovere tenere vivo il ricordo di quella notte e delle vittime, celebrandone ogni anno la memoria – dice Ortelli – Poiché i familiari sono lontani, siamo noi abitanti dell’isola a commemorare i loro cari. Porteremo avanti questo impegno affinché eventi di questa gravità non debbano mai più verificarsi, affinché quanto è accaduto sia un monito e un richiamo al senso di responsabilità, quello che è mancato a Schettino e a chi ha lasciato che conducesse la nave a ridosso della costa, fino alle più drammatiche e inimmaginabili conseguenze. Quel senso di responsabilità che dovrebbe avere chiunque si metta alla guida di un auto o di un treno, ai comandi di un aereo o di una nave da crociera», conclude Ortelli. Intanto l’Isola del Giglio è ormai alla cosiddetta “fase 10” delle operazioni per ripristinare lo status quo ante Concordia. «Stiamo facendo ricrescere i capelli al fondale, dopo averlo mandato in clinica», spiega Ortelli riferendosi alla posidonia che sta tornando davanti agli scogli delle Scole.

Il programma

Il programma del 13 gennaio prevede alle 12 una messa di suffragio nella chiesa dei Santi Lorenzo e Mamiliano a Giglio Porto. Alle 13 sarà deposta una corona di fiori nelle acque di Punta Gabbianara. Alle 21,30 dalla chiesa partirà una fiaccolata fino alla lapide che riporta i nomi delle vittime. Alle 21,45 e 7 secondi, nell’istante esatto in cui la pancia della Concordia venne squarciata dallo scoglio, il suono delle sirene delle navi accompagnerà la preghiera. Saranno presenti, tra gli altri, il capo della Polizia (all’epoca capo della Protezione Civile) Franco Gabrielli, il presidente del Consiglio regionale Eugenio Giani, il prefetto di Grosseto Fabio Marsilio, il questore Domenico Ponziani, i parlamentari Elisabetta Ripani e Roberto Berardi, una rappresentanza del Dipartimento nazionale di Protezione civile. —

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