Il Tirreno

Grosseto

GEOTERMIA 

«Limiti bassi per le emissioni» Le richieste del movimento

Fiora Bonelli

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grosseto. I rappresentanti del movimento Geotermia Sì hanno consegnato, venerdì mattina, al governatore della Toscana Enrico Rossi e al presidente del consiglio regionale toscano Eugenio Giani in visita a Pomarance, un “pro memoria” che affronta la cruciale questione dello stallo geotermico, in attesa del Fer 2, dove geotermia sì auspica venga reinserita anche la geotermia, cassata dal Fer1.

Nel documento si specifica che Geotermia sì «si è formata in seguito alla sciagurata proposta del governo di allora, che tramite il decreto Fer1 ha eliminato, dopo più di 30 anni, gli incentivi all’energia geotermica tradizionale, che nel territorio nazionale è presente solo in Toscana nelle province di Pisa, Siena e Grosseto ed interessa ben 17 comuni». E proseguono: «L’azione compatta e convinta dei territori, insieme a quella delle istituzioni, di molte forze politiche e del mondo del lavoro ha permesso di far recedere il precedente governo dalle proprie decisioni e con la promessa di ripristinare gli incentivi all’interno del nuovo decreto Fer2, posizione che è stata riconfermata di recente anche dall’attuale governo. Auspichiamo che il ripristino degli incentivi nel Fer2, oltre all’avvio di un percorso positivo verso lo sviluppo della geotermia in Toscana garantisca, anche i vista del rinnovo delle concessioni, anche ulteriori investimenti ed occupazione». Entrando nello specifico il movimento sostiene che «ripristinare gli incentivi nell’ambito del Fer2, al di là del valore economico, servirebbe non solo a far riprendere ad Enel investimenti come quello di Pc6 di Piancastagnaio, ma riavvierebbe un percorso economicamente virtuoso per i territori geotermici».

Geotermia sì, chiede alla Regione Toscana la cui legge è stata presa a modello dal governo, di modificare i valori troppo restrittivi delle emissioni «il cui raggiungimento, in occasione della costruzione e messa in opera dell’impianto di Bagnore 4, pur operando nella maniera più virtuosa possibile, ha dimostrato essere un traguardo irraggiungibile». Secondo Geotermia sì va anche approfondito il discorso sui «requisiti per il rinnovamento e l’accesso all’incentivazione degli impianti geotermici tradizionali, per i quali sembra che sia pur con l’adozione delle migliori tecnologie disponibili, i parametri della nuova legge non potrebbero essere rispettati nella maggior parte dei casi, ma semmai raggiunti gradualmente». La terza obiezione riguarda il reimpiego della Co2. Infatti la nuova normativa «giustamente impegna il gestore al riutilizzo almeno di una percentuale della Co2 emessa dall’impianto». Ma l’obiezione di Geotermia sì è che «gli operatori presenti sul mercato in grado di trattare la Co2 sono estremamente limitati e c’è da capire se il mercato italiano ed europeo sia in grado di sviluppare una adeguata richiesta di Co2». Geotermia sì chiede un tavolo tecnico al Mise «per contemperare tra loro le varie esigenze». —

Fiora Bonelli

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