Il Tirreno

Grosseto

storia a lieto fine 

Cagnolina persa tra la neve, il poliziotto la ritrova

Elisabetta Giorgi
Cagnolina persa tra la neve, il poliziotto la ritrova

Chihuahua scappa e passa  5 giorni al gelo sull’Abetone Scattano le ricerche L’animale viene trovato e torna  le braccia della padrona

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GROSSETO. È rimasta 5 giorni al freddo e al gelo, ha trascorso le notti in mezzo alla neve, forse riparandosi in qualche anfratto e mangiando qualche avanzo di cibo dei rifugi.

La proprietaria era disperata. Della piccola Mia – un dolce chihuahua – non c’era più traccia per giorni: forse spaventata dalla neve e dagli sciatori che colonizzavano le piste dell’Abetone, si era persa in montagna dopo essere fuggita dalle braccia della padrona. Alla fine, quando ormai le speranze erano svanite, è rispuntata in mezzo alla neve sana e salva. Storia a lieto fine, per una cagnolina che è tornata a casa grazie a un team di soccorritori tra cui spicca un poliziotto grossetano, Ruggero Pierconti, ispettore superiore della Polizia di Stato in forza alla Questura di Grosseto, ora aggregato alla Questura di Pistoia per svolgere il servizio sulle piste da sci dell’Abetone.

È il 26 dicembre quando Mia fugge, come impazzita. Abituata a stare in salotto, forse si spaventa dopo essere stata portata per la prima volta a 1.900 metri di quota, sulla neve. Quella che doveva essere una giornata diversa, di gioco, si trasforma in dramma. La padrona, Carolina Conte di Montecatini, non si dà pace: non la trova più per giorni. Dà l’allarme. Partono le ricerche, diramate alla polizia, agli operatori degli impianti. La cagnolina è vista scappare in una zona ripida della Val di luce: scende per un pendio. «Abbiamo dovuto metterci i ramponi – spiega l’ispettore Pierconti – La zona era ghiacciata e pericolosa». Anche il direttore degli impianti Giampiero Danti si infila gli sci e scende a cercare Mia, di cui però non c’è l’ombra. «Si mette in moto una macchina delle ricerche gigantesca – dice l’ispettore grossetano – Intervengono anche il Soccorso alpino e la Guardia di Finanza: era stata diramata una nota ad ampio raggio a tutti coloro che lavorano nel comprensorio, tuttavia le speranze andavano di giorno in giorno affievolendosi. Col passare delle ore è parso a tutti che un animale così piccolo e fragile, impaurito in un ambiente ostile e nuovo oltretutto popolato di falchi, lupi e avvoltoi, potesse non sopravvivere per così tanti giorni al gelo, da solo». Alla fine le ricerche vengono interrotte. La padrona disperata pensa anche di ingaggiare un pilota di drone in grado di sorvolare la zona, quantomeno per trovare la carcassa del cane e invece, dopo 5 giorni, ecco la lieta sorpresa.

Giampiero Danti il 1° gennaio opera con il gatto battipista, quando si vede comparire davanti a sé l’animaletto vive e vegeto che saltella in mezzo alla neve. Sono le 18, è buio. L’uomo stoppa il macchinario e corre ad acciuffare Mia da cui si prende anche un morso. L’animale viene messo al sicuro. «A quel punto sono stato avvertito io – dice Pierconti – che a mia volta ho chiamato la padrona dandole la notizia. Le abbiamo fatto un bel regalo di Capodanno: abbiamo sentito salti e urla di gioia. La ragazza è venuta subito a recuperare la cagnolina che finalmente, dopo il gelo, è tornata a casa». —

Elisabetta Giorgi

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