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la sanità in provincia 

«Ospedale penalizzato sul Monte Amiata» Il sindaco contro la riorganizzazione

Fiora Bonelli Ivana Agostini
«Ospedale penalizzato sul Monte Amiata» Il sindaco contro la riorganizzazione

A Castel del Piano timori dopo la delibera di fine anno: «Vogliamo i vertici Asl in un consiglio comunale dedicato»

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grosseto. «Siamo preoccupati per la sorte dell’ospedale. Le promesse fatte dal direttore generale Antonio D’Urso che tagli non sarebbero stati fatti e anzi l’azienda avrebbe investito nell’ospedale, al momento sono lettera morta».

Così commenta il sindaco di Castel del Piano Michele Bartalini la delibera di fine anno con cui la Asl decreta una “rimodulazione organizzativa “delle strutture ospedaliere e nella quale i vertici Asl avvertono anche che «nell’ambito del progetto di valorizzazione dei piccoli ospedali, allo scopo di favorire la loro funzionalità e sostenibilità, è prevista, negli stessi, l’istituzione di specifiche strutture semplici con l’intento di creare uno stimolo di crescita professionale per i professionisti che vi operano». Un passaggio contenuto nella delibera n. 1454 del 30 dicembre, che traccia il quadro della “rimodulazione organizzativa delle strutture organizzative di natura sanitaria” che interessa tutta la provincia, anzi tutto il territorio della Asl Toscana sud est. Per l’Amiata, non ci sono all’orizzonte migliorie e si assiste per lo più all’istituzione di “strutture semplici”, che dovranno relazionarsi con quelle complesse a loro superiori. Ma alle istituzioni castelpianesi, la delibera non va giù: «Ho chiamato subito – spiega Bartalini – la responsabile di presidio Monica Calamai e il presidente della Sds Giacomo Termine per capire come stanno le cose e chiarire le nostre posizioni e richieste. Aspettiamo qualche risposta. Noi, comunque stiamo per indire un consiglio comunale aperto proprio sull’ospedale a cui chiamiamo la popolazione e a cui inviteremo i vertici Asl che dovranno venire a dirci cosa hanno inteso fare. È mancata fra loro e noi una qualsiasi comunicazione per condividere, per lo meno, quello che avevano in mente. Il quadro che ci fornisce la delibera è molto, molto preoccupante per noi e non permetteremo che questo ospedale venga ulteriormente penalizzato».

Vediamo cosa emerge dalla delibera e le unità dell’ospedale di Casteldelpiano: Unità operativa semplice (Uos) della Direzione medica; Unità operativa complessa della medicina interna; Uos delle malattie tiroidee e diabetologia; Uos dipartimentale di geriatria; Uos dipartimentale di endoscopia digestiva e interventistica sia ad Abbadia (sede principale) che a Castel del Piano; Uos di immunoematologia e medicina trasfusionale; Uos di medicina e chirurgia d’accettazione e d’urgenza; Uos complessa, cioè con piena autonomia tecnico professionale, di Radiologia; Uos dipartimentale di chirurgia generale con sede operativa sia ad Abbadia San Salvatore (sede principale) che a Castel del piano; Uos di cardiologia. Sede operativa di analisi la cui sede principale è Massa Marittima. Per Abbadia San Salvatore: Unità operativa complessa di medicina interna; Uos di medicina interna high care; Uos dipartimentale di endoscopia digestiva e interventistica; Uos dipartimentale di medicina e chirurgia d’accettazione e d’urgenza; Uos di radiologia; Uos dipartimentale di chirurgia generale; Uos di cardiologia ad alta integrazione medica.

Il sindaco Bartalini osserva: «Intanto la Cardiologia diventa unità operativa semplice e non complessa e questo non ci va bene. Perché complessa significa che l’unità è direttamente titolare di una funzione operativa per lo svolgimento di attività sanitarie, professionali, tecniche, amministrative. Per ciò che riguarda la Medicina: il nostro ospedale possiede un reparto già pronto di medicina, con 10 posti letto. Non se ne fa menzione, e noi siamo ancora qui che aspettiamo che questi letti sia possibile riempirli. E poi il laboratorio analisi ridotto a una succursale di Massa Marittima. E abbiamo anche preoccupazioni per il Trasfusionale, la Chirurgia generale e le attività endoscopiche digestive. Chiederemo conto di tutto questo ai vertici Asl, perché, sia chiaro, l’ospedale non deve essere in alcun modo svilito. Ad esempio, il discorso della Medicina riabilitativa che potrebbe alleggerire il lavoro di altri ospedali non viene fatto nella delibera».

A Orbetello, intanto si completa l’organizzazione strutturale già iniziata da tempo di cui si sono dati gli incarichi strada facendo. Fra le novità, per la parte amministrativa, è in arrivo il nuovo dirigente amministrativo della zona Colline dell’Albegna che avrà sede ad Orbetello. Il suo arrivo è previsto tra gennaio e i primi febbraio non appena saranno concluse le procedure. L’ultima nomina, a fine anno, era stata quella del direttore del pronto soccorso di Orbetello, Giovanni Moschini, vincitore del concorso. Per il resto ad inizio dicembre è arrivato da Grosseto, in riva alla laguna, il nuovo responsabile del Serd, Vinicio Nardelli: ha preso il posto di Mario Lupi, andato in pensione a fine novembre. Altro arrivo in laguna nelle file dei servizi sociali: la nuova responsabile è Simonetta Feri. Il completamento dell’organizzazione era stata già annunciata dalla Asl al sindaco di Orbetello, Andrea Casamenti, che è anche presidente della Conferenza zonale dei sindaci sulla sanità. Un’organizzazione che per Orbetello è stata presentata come un potenziamento. —

Fiora Bonelli

Ivana Agostini

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