Il futuro si sviluppa nel golfo Opus punta su auto elettriche
La società che opera nel campo delle automazioni si butta nel nuovo settore «Vetture sempre più connesse tra loro per una guida più sicura e semplice»
Le auto del futuro cambieranno in modo sostanziale il mondo del lavoro e tra nuove professionalità e tecnologie innovative, la Opus, l’azienda follonichese fondata nel 1997, ha scelto di scommettere su quelle elettriche.
L’obiettivo è proprio quello di dare una risposta concreta al mercato automobilistico in continua evoluzione, così da offrire fin da subito un servizio in grado di rispondere alle richieste che arriveranno. Di auto elettriche e futuro delle aziende – soprattutto quelle piccole e locali – parla Stefano Batistini, ceo di Opus automazione e uno dei quattro fondatori dell’azienda partita proprio dalla città del golfo e oggi arrivata a contare più di ottanta dipendenti tra Follonica e Firenze. Un’azienda hi-tech la Opus, che opera nei settori dell’automazione avanzata e dei monitoraggi ambientali e che ha chiuso il bilancio 2019 con un segno decisamente positivo (+15%).
Sono diversi i comparti nei quali opera l’azienda ma il più affascinante è senza dubbio quello delle auto elettriche: una fetta di mercato che rappresenta una grande sfida e un investimento per il futuro. «Noi da sempre lavoriamo nei banchi prova e banchi test», spiega Batistini riferendosi agli impianti per il collaudo e il controllo degli elementi che compongono le macchine, «il settore automotive è molto importante e qui realizziamo dispositivi in grado di testare componenti elettrici delle auto. Controlliamo quindi le funzionalità di varie parti del motore». Ma il mantra è guardare al futuro: «Le auto elettriche aprono effettivamente nuovi mondi – dice Batistini – sono tanti i cambiamenti che porteranno al mercato del lavoro e alla vita di tutti i giorni delle persone che ne faranno uso ed è per questo che dobbiamo capire in che direzione andrà questo settore. I cambiamenti si verificheranno sia dal punto di vista dell’inquinamento che da quello tecnologico occupazionale: si inquinerà meno nei luoghi in cui le auto saranno utilizzate ma servirà comunque produrre l’energia necessaria al loro movimento, ci saranno poi le batteria da smaltire. Inoltre il passaggio tra un veicolo con motore a scoppio classico a quello con motore elettrico porterà una drastica riduzione delle parti in movimento: si passa da 2mila pezzi a duecento. Questo – continua Batistini – avrà un impatto notevole sulla catena che si è creata intorno alla costruzione di un veicolo con una probabile decimazione dei posti di lavoro. Non saranno infatti più necessarie alcune componenti che oggi vengono prodotte ma dall’altro lato si creeranno nuove professionalità. Insomma, sono tantissime le variabili e noi stiamo cercando di lavorare su alcune di queste».
La grande sfida dell’azienda follonichese è quindi quella di prevedere per quanto possibile il futuro: «Dobbiamo rassegnarci al fatto che quello che facciamo oggi non servirà più e dobbiamo rivedere la nostra produzione per il settore automotivo e per il settore elettrico. È lì la grande sfida».
I settori sono tanti e tutti nuovi come, ad esempio quello dei servizi legati alla connettività delle auto. Le auto saranno infatti connesse tra di loro, parte integrante del cosiddetto “Internet delle cose” , e in questo senso i mezzi diventeranno “bit” che viaggeranno su un circuito: «I settori son tanti – spiega Batistini – e i nuovi strumenti che si creeranno lavoreranno proprio sull’interazione dei mezzi con lo scopo di rendere la guida più sicura o semplicemente per offrire un servizio aggiuntivo».
«Approfondire questi settori può essere una nuova frontiera anche per le aziende piccole e locali come quelle di Follonica – prosegue il ceo di Opus – si apriranno nuove opportunità per potere sviluppare servizi e una serie di prodotti che interesseranno da vicino l’auto elettrica. Quindi non solo i banchi prova, come quelli che realizziamo alla Opus, ma anche batterie, elettronica e software di controllo di tutte quelle attività aggiuntive che si possono apportare alla macchina». La Opus per continuare ad investire in questo settore che punta dritto al futuro ha bisogno anche di personale nuovo e aggiornato e già da tempo è aperta una posizione specifica: serve una figura in grado di sviluppare software con linguaggi LabVIEW (info su www. opus-automazione. it/lavora-con-noi/). «Un’altra sfida – conclude Batistini – forse ancora più importante, è quella di riuscire a trasmettere un messaggio alle nuove generazioni affinché chi ha un’inclinazione tecnica la coltivi con lo studio e la dedizione, perché il lavoro non manca, c’è solo bisogno di competenze specifiche spesso difficili da trovare». —
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