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casale di pari 

«Stiamo cercando di rimuovere quella Renault abbandonata»

Lina Senserini
«Stiamo cercando di rimuovere quella Renault abbandonata»

La sindaca Biondi: area non di competenza del Comune ma soluzione allo studio «Si rischia il danno erariale. È una carcassa, va trattata come un rifiuto»

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Quando ciò che sarebbe logico si scontra con quello che non è possibile fare, ecco che nasce un paradosso. Non di quelli filosofici, né un aneddoto alessandrino, ma ad esempio, quello della carcassa d’auto abbandonata allo svincolo di Casal di Pari, sulla Grosseto-Siena, esattamente nella piazzola dove fanno manovra gli autobus, che tutti vorrebbero togliere, ma nessuno sa come fare.

La storia curiosa, a tratti goliardica, è venuta fuori nei primi giorni dell’anno sulle pagine del Tirreno che ha raccontato di come l’auto lasciata da anni allo svincolo, sia sta colorata, adornata con una poesia in romanesco, posizionata in mezzo alla piazzola degli autobus con un cartello in cui campeggia la scritta rossa “la grande bellezza”, a richiamare il celebre film di Paolo Sorrentino. “Pasquinata” o provocazione, zingarata o un modo per richiamare l’attenzione di chi avrebbe dovuto togliere quello che resta della Renault Megane, fatto sta che il “messaggio” non è passato inosservato.

Già, ma chi doverebbe toglierla? Ed ecco qui il paradosso. Il primo ad essere chiamato in causa è il sindaco che deve amministrare, vigilare sulla salute e l’incolumità dei cittadini, occuparsi anche del decoro urbano e del territorio, tenendo conto che ci sono regole da rispettare, lacci burocratici con cui fare i conti e che ogni cosa viene fatta usando denaro pubblico. Alessandra Biondi, prima cittadina di Civitella-Paganico, lo sa bene ed è molto chiara nella sua risposta. «Non è certo da ora che siamo a conoscenza di questa auto abbandonata – spiega – ed è da un bel po’ di tempo che stiamo cercando una soluzione. Solo che l’auto si trova in un punto non di competenza del Comune, ovviamente non ha targa e il numero di telaio è stato abraso, così che non è possibile risalire nemmeno alla prima immatricolazione. Per quanto ne sappiamo questa auto potrebbe essere stata rubata, oppure usata per commettere azioni illegali. E se anche volessimo toglierla semplicemente chiamando un carrattrezzi, chi paga? Se non è di competenza del Comune, si rischia il danno erariale. Non solo, ma quella carcassa è un rifiuto a tutti gli effetti e come tale va trattato, seguendo le procedure che ci sono in questi casi, rispettando le regole e i tempi, che per lo più sono lunghi».

Il 29 dicembre, inoltre, poco prima che la pasquinata avesse luogo, il sindaco aveva sottoposto il problema al nuovo comandante della polizia municipale appena insediato, proprio per trovare un modo per togliere l’ingombro senza incappare in qualche maglia burocratica, tra costi e competenze. «Bisognerebbe scandalizzarsi non tanto perché l’auto non è stata tolta, ma per la maleducazione e lo scarso senso civico di chi l’ha abbandonata lungo la strada», aggiunge Biondi, che non ci sta a sentirsi accusata di non aver rimosso la carcassa o, più o meno velatamente, di non fare abbastanza per tutelare la bellezza del territorio. «In ogni caso troveremo il modo di eliminare questo ingombrante rifiuto e lo avremmo fatto a prescindere da quanto accaduto», conclude.

Intanto la Renault Megane per ora resta in mezzo alla piazzola dove si fermano gli autobus da e per Firenze e Siena. Tutto sommato potrebbe essere l’installazione postindustriale di un fantasioso artista, con le sue spruzzate di vernice spray, i colti richiami al cinema e alla poesia di maniera. Non disturba nemmeno la manovra dell’autista degli autobus, che girano intorno alla vettura come se fosse il birillo di una rotonda. «C’è da spostare una macchina», cantava negli anni Novanta Francesco Salvi...

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