Sicurezza
«Sì, un’espressione spiacevole ma non una frase razzista»
Teglia, presidente del San Donato, respinge le accuse dell’Urbino Taccola. La società è impegnata da anni in favore delle popolazioni del Burkina Faso
SAN DONATO. È arrabbiatissimo il presidente del San Donato Luca Teglia dopo le accuse di razzismo formulate dalla squadra pisana dell’Urbino Taccola nei confronti della società maremmana che hanno avuto un inevitabile eco mediatico. . «Il razzismo è una cosa grave e da affrontare seriamente - attacca Teglia - è per tale motivo che va affrontato con serietà e non tirarlo in ballo a sproposito per beghe calcistiche. Mi dispiace enormemente dover intervenire su un argomento così serio con il rischio che passi il messaggio che ognuno tiri l’acqua al proprio mulino per futili questioni». Il presidente Teglia non lo dice ma il San Donato da anni è impegnato in collaborazione con associazioni di volontariato a regalare materiale da portare in Burkina Faso. E così si limita ad osservare: «Non lo abbiamo mai detto perché quando si opera nel sociale lo si fa con il cuore e non per farsi pubblicità. Prima di tirare in ballo il razzismo strumentalizzando un tema così grave e inumano occorre pensarci bene, prima di tutto per non gettare discredito su chi non lo merita e poi per non banalizzare un argomento che deve essere affrontato con serietà e cognizione di causa. Se poi qualcuno pensa, e spero di no, che il tema del razzismo possa diventare un canale per vincere una partita a tavolino, allora alzo le mani e mi arrendo, vorrebbe dire che si è smarrito il senso dei valori».
Come ogni domenica, Luca Teglia anche questa settimana ha seguito la partita del San Donato, domenica scorsa era in panchina ma prima di entrare nel merito di ciò che è successo (o che non è successo) tiene a ribadire: «Chi conosce il calcio e chi assiste alle partite sa benissimo che avvengono episodi che devono essere ricondotti al contesto in cui avvengono. Nella partita di andata giocata a Uliveto Terme dopo che la nostra squadra sbagliò il rigore all’ultimo minuto qualcuno ci aspettò davanti agli spogliatoi per fare gesti poco edificanti al nostro indirizzo. Non ci siamo scandalizzati e non abbiamo tirato in ballo l’Urbino Taccola, tantomeno abbiamo pensato di fare le vittime e puntare il dito su un’intera società quando il gesto goliardico e poco elegante era opera di un singolo individuo. Lo stesso allenatore disse parole poco edificanti nei nostri confronti, salvo poi venirsi a scusare chiarendo che era stata l’enfasi del momento e le sue scuse gli fanno onore e le abbiamo molto apprezzate».
Teglia ha ricordato questo episodio per sottolineare il concetto che singoli comportamenti devono trovare la giusta collocazione ed essere ricondotti a episodi da contestualizzare. A tale proposito in una nota diramata dalla società si legge: «Nessun coro offensivo o discriminatorio si è levato dagli spalti ma solo un’espressione spiacevole proveniente da un singolo spettatore a seguito di uno scontro di gioco. La società formula le proprie scuse ai calciatori dell’Urbino Taccola per tali espressioni attribuibili a un singolo spettatore ma allo stesso tempo ribadisce con forza la propria estraneità ai fatti e la volontà di tutelare l’onorabilità del proprio nome nelle opportune sedi».
Teglia auspica che tale presa di posizione possa essere fonte di chiarimento esaustivo, specificando che «anche la terna arbitrale non ha riscontrato alcuna espressione di carattere razziale, confermando quanto da noi riassunto». —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

