I negozi chiusi in città sono 55 Resistono solo i ristoranti
Luci e ombre nel bilancio di fine anno del Suap: tante attività non ce la fanno Qualcuno non ha retto neppure un anno, come la panetteria in via Marconi
Tante, tantissime chiusure ma anche diverse nuove aperture di attività commerciali: i dati forniti dall’ufficio Suap del Comune di Follonica descrivono una città in continua evoluzione che spesso ha visto attività storiche tirare giù la saracinesca per fare spazio a nuove realtà.
Il 31 dicembre è stato per la città del Golfo un giorno di grandi cambiamenti, sono infatti tante le attività commerciali che hanno scelto proprio quel giorno per chiudere definitivamente.
Il nuovo anno avrebbe dovuto vedere il cambio dei registratori di cassa per l’invio telematico al Fisco di scontrini e ricevute fiscali, una spesa importante che sommata alle difficoltà economiche spesso lamentate ha fatto pesare la bilancia dalla parte delle chiusura.
Dog’s Park Shop, Sportissimo, Sweet Home, Fenix e Pescamania sono soltanto alcuni dei negozi chiusi: in totale a Follonica nel 2019 hanno cessato l’esercizio ben cinquantacinque attività di commercio su tutto il territorio comunale.
Un numero molto alto e un dato allarmante che viene però mitigato dalle tante aperture: a Follonica sono infatti trentasette le nuove attività nate nell’arco dell’anno appena trascorso.
Il dato va però interpretato: tra le cessazioni e le nuove aperture vanno considerare anche quelle attività che sono nate e hanno chiuso nell’arco di pochi mesi del 2019.
Un esempio può essere la panetteria aperta e chiusa durante l’estate in via Marconi. Le attività di somministrazione alimentare e bevande mostrano una realtà a parte: sempre nel 2019 sono state cessate dieci attività contro le quattordici che sono state avviate. Un bilancio positivo, quindi, per il saldo tra imprese iscritte e cessate nei “servizi di ristorazione” e che mostra un settore decisamente più fortunato.
Agostino Ottaviani, commerciante follonichese e nuovo presidente del Centro Commerciale Naturale di Follonica parla di un anno caratterizzato dalla chiusura di attività storiche con le festività natalizie appena concluse che non sono andate come sperato: «Spazio dal mercato ai negozi e posso dire che non è un buon periodo – dice Ottaviani – Il Natale non è stato brillante ed è andato anche peggio dello scorso anno: è stato toccato dalla crisi anche il settore dell’elettronica. Ormai è evidente: le persone hanno cambiato i canali di acquisto e anche su questo è necessario fare i conti».
E Ottaviani prosegue: «Ci sono state tante chiusure, attività storiche che non hanno retto al cambiamento – spiega – soltanto in Cassarello ce ne sono state diverse. Il settore della ristorazione, almeno quello, è invece andato bene: i ristoranti hanno lavorato molto e ne ho sentiti molti soddisfatti, cosa che non si può dire dei commercianti di abbigliamento: il settore ha subito un ulteriore diminuzione di vendite rispetto allo scorso anno».
Il Ccn per contrastare per quanto possibile la diminuzione delle vendite ha in programma una serie di attività che verranno programmate nei prossimi giorni: «Ci auguriamo la partecipazione di tutti, senza provincialismi perché in un momento come questo è importante anche imparare a fare rete e pensare al bene comune». —
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