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Storia di Natalia, salvata in fin di vita e coccolata
Trovata il 23 dicembre sulla spiaggia della Giannella quasi stritolata da una cima La Casa di Gioia lancia l’allarme, Tartamare accorre. La favola bella delle festività
Una mareggiata l’ha sbattuta, inerme e in fin di vita, sull’arenile di Giannella, nel giorno dell’antivigilia di Natale. Ed è per questo che i volontari che hanno soccorso e curato questa tartaruga marina durante tutto il periodo d Natale, l’hanno chiamata Natalia. Fosse rimasta in acqua ancora qualche giorno, o fosse finita su qualche scoglio, sarebbe morta e invece, adesso, seppure non ancora fuori pericolo, la giovane Caretta caretta nuota, curata e coccolata dai volontari, nella vasca del centro di recupero di TartAmare, a Marina di Grosseto. E mostra appetito e voglia di lottare per tornare in mare aperto.
La fiaba di Natale di TartAmare è iniziata il 23 dicembre quando Katya Wongher, una volontaria dell’associazione La Casa di Gioia, ha visto la grande tartaruga marina spiaggiata alla Giannella. L’animale era in gravi difficoltà: una cima robusta le stringeva la parte alta del carapace, una boa legata alla fune comprimeva le pinne anteriori tanto da fratturarne una e compromettere seriamente l’altra, già precedentemente ferita. Il collo e le due pinne anteriori erano profondamente solcate dalla cima. Apparentemente la tartaruga non dava segni di vita, era stremata, giaceva fredda e intirizzita. Katya Wongher ha chiamato altri due volontari, Katya Orsini e Gabriele Nannini, che hanno subito liberato l’animale dalle corde e allertato le autorità, avviando l’intervento dei volontari dell’Associazione TartAmare del Centro Recupero Tartarughe Marine di Grosseto. La vicepresidente di TartAmare, Claudia Detti, ha portato Natalia dal veterinario, Andrea Guidoni, che ha stabilizzato la tartaruga ed è riuscito a estrarre dall’intestino dell’animale circa un metro e mezzo di cima che aveva ingerito. Dopo il primo intervento è iniziato il percorso di cura nel centro di recupero di Marina.
Nel corso delle vacanze di Natale, la tartaruga è stata costantemente assistita dai volontari, Sonia Longhi, Silvia Tenti, Nunzio Garanti, Paola Papetti Toninelli, dalla responsabile scientifica di TartAmare, Luana Papetti, dalla vice presidente Letizia Poggioni, dal presidente Davide Petri, il tutto sotto il coordinamento della veterinaria volontaria Lara Papini che, pur abitando in provincia di Pistoia, non si è limitata a dare suggerimenti telefonici, sull’adattamento delle cure e sugli interventi per riportare la tartaruga a uno stato vigile, ma è intervenuta anche di persona. Natalia non è fuori pericolo, ma manifesta vitalità. Il suo recupero non sarà di breve periodo, ma già dopo 24 ore di cure aveva iniziato a riprendersi e oggi le sue condizioni darebbero speranza.
La tartaruga, una femmina di 23 chilogrammi per 52 centimetri, è quasi un esemplare adulto e la sua sopravvivenza darebbe la possibilità di donare alla conservazione della biodiversità un significativo numero di piccoli di tartaruga dalle prossime sue nidificazioni. «Sarebbe una bella fiaba di Natale – commenta TartAmare – se in futuro potesse nidificare scegliendo la spiaggia del nostro mare». —
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