Faldoni di carta, addio L’anagrafe è digitale Inventario ok dal 1873
Nascite catalogate dalla fine del 1800, matrimoni dal 1901 E c’è chi si rivolge al Comune per cercare le proprie origini
Il comune di Roccalbegna entra nell’anagrafe nazionale gestita dal ministero dell’interno: l’ufficio anagrafe di palazzo civico è subentrato nel sistema di anagrafe unica Anpr, cioè l’anagrafe nazionale popolazione residente.
«È un’operazione importante – commenta il sindaco Massimo Galli – che sarà utile oggi e nel futuro, in un’ottica di celerità e efficienza. L’opera di digitalizzazione e catalogazione è stata possibile grazie all’impegno di due volontarie del servizio civile, che hanno realizzato gli archivi informatici, Giulia Giustarini e Laura Piras, con la responsabile d’area Paola Flamini e la responsabile servizi demografici Sara Bottinelli».
È stata proprio Sara Bottinelli a indirizzare l’ufficio anagrafe verso una eliminazione del cartaceo e il massimo utilizzo del processo informatico, oggi obbligatorio per la Pubblica Amministrazione. È stato creato un fascicolo telematico per ogni cittadino che ha sostituito il fascicolo cartaceo. Fondamentale per l’ufficio anagrafe è stata la creazione di un inventario degli atti di nascita, atti di matrimonio, di cittadinanza e di morte. Gli atti di nascita sono stati catalogati dal 1873, gli atti di morte dal 1935 e quelli di matrimonio dal 1901. Inoltre a Roccalbegna, da quando è iniziata l’operazione, si è provveduto a emettere esclusivamente, salvo casi eccezionali, la nuova carta d’identità elettronica, abbandonando definitivamente il rilascio della carta d’identità cartacea.
«Così si velocizza la ricerca – commenta Galli – e per esempio, spesso riusciamo a rispondere celermente anche a persone straniere alla ricerca delle proprie origini italiane, i cui avi sono emigrati all’estero. Perché desiderano il riconoscimento della cittadinanza italiana. Il fatto, poi, di essere entrati nell’anagrafe nazionale – aggiunge il sindaco Galli – permette, ad esempio, al cittadino residente in altro comune di richiedere all’ufficio di ogni comune italiano, il rilascio di certificati anagrafici o anche il rilascio di carta di identità elettronica, ovviamente se entrambi i comuni fanno parte del sistema Anpr. L’abbandono del cartaceo, insomma, rappresenta una vera e propria rivoluzione digitale di cui siamo fieri». —
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