Italia
«Io non c’entro con la sparatoria» L’indagato si dice innocente
Edikson Bernard Genao è stato portato in carcere A breve sarà fissata l’udienza di convalida del fermo
«Io con questa storia non c’entro». Edikson Bernard Genao, 28 anni, originario della Repubblica Dominicana e abitante a Grosseto, qualche grattacapo con la giustizia nel recente passato, protesta la sua innocenza ancora prima di comparire davanti al giudice, per l’udienza di convalida del fermo di indiziato di reato. Dice che non c’entra né con l’omicidio di via della Pace, quello della sera del 23 dicembre, né con il ferimento avvenuto quella stessa sera, né con tutte le altre contestazioni che la Procura di Grosseto gli ha mosso.
Genao è stato fermato il 25 lungo l’autostrada dei Fiori all’altezza di Imperia, su un’auto ritenuta rubata, diretto verso la Francia; era in compagnia di un connazionale. I sospetti si erano concentrati su di lui perché, formalmente, lui è anagraficamente residente nel palazzo della sparatoria. «Ma io non abito più lì». Pericolo di fuga, secondo il sostituto procuratore Giampaolo Melchionna, che si appresta a chiedere la convalida e, verosimilmente, l’applicazione di una misura cautelare. Omicidio, tentato omicidio, porto di un’arma da fuoco, detenzione illecita di 55 grammi di cocaina. Queste, per sommi capi, le contestazioni principali. Presunto omicida di Omar Sar, 33 anni, abitante a Bergamo, raggiunto da un colpo alla testa e morto nella notte al policlinico delle Scotte di Siena, dove era stato portato dall’eliambulanza Pegaso. Nei suoi confronti potrebbe essere formulata l’ipotesi di tentato omicidio ai danni di Talla Diop Mor, 40 anni, residente a Brescia, ferito al torace: ricoverato al Misericordia, sottoposto a intervento chirurgico, non sarebbe mai stato ritenuto in pericolo di vita dai sanitari. Sono questi i nomi delle due vittime, entrambe di nazionalità senegalese.
Saranno gli accertamenti della squadra mobile a far luce sull’episodio che, secondo le prime conclusioni, potrebbe essere nato nel mondo dello spaccio delle sostanze stupefacenti: denaro in cambio di droga. Una lite iniziata verosimilmente sotto casa, intorno alle 21. Ma non è da escludere che ci siano stati episodi precedenti di qualche minuto, avvenuti nello stabile: i vicini hanno sentito dei rumori dalle soffitte. Tre i colpi di arma da fuoco: Talla ferito non gravemente, Sar che, pur colpito da un colpo alla nuca, si era messo alla guida della Mercedes Gla prima di schiantarsi contro un’altra vettura posteggiata nella stessa strada. Erano stati i soccorritori dell’incidente a capire che c’era qualcos’altro sotto, chiamando le forze dell’ordine: non era un semplice sinistro stradale. Da lì è partita la ricostruzione dei fatti, che si è avvalsa anche degli accertamenti della polizia scientifica. L’appartamento è stato messo sotto sequestro: qui sarebbe stata trovata la droga.
Genao è stato fermato nella giornata di Natale: insieme a un connazionale, era a bordo di una Fiat Abarth 500 con targa francese, controllata dalla polizia stradale nel piazzale di un autogrill, lungo l’autostrada per la Francia, nel territorio di Imperia, all’altezza di Ventimiglia. Un’auto che alla polizia risulta rubata, anche se Genao ha fatto capire che non avrebbe commesso nulla di illecito, che avrebbe ricevuto in prestito la vettura, che era rimasto d’accordo con quello che lui riteneva essere il proprietario. Da chiarire la posizione del connazionale trovato nell’auto con lui: potrebbe essere indagato, se gli accertamenti dovessero appurare che ha avuto un ruolo in quella che agli inquirenti appare come una fuga. Da chiarire anche se i due siano partiti da Grosseto, e quando, oppure se si siano trovati altrove e abbiano deciso insieme di proseguire il viaggio.
Sarà verosimilmente l’udienza di convalida del fermo, che si terrà davanti al giudice delle indagini preliminari Giovanni Muscogiuri, a dare risposte, sempre che Genao – già portato nel carcere di via Saffi - decida di rispondere. Lui ha fatto capire di non essere residente in quel palazzo. C’è la sua residenza anagrafica, è vero, ma di fatto lui abita con la madre, in un altro stabile della stessa via della Pace: abita lì, cioè con la mamma, da quando non sta più con la sua fidanzata. E di questa storia, della sparatoria, dice di non sapere nulla. —
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