Il Tirreno

Grosseto

castel del piano 

La Lucciola riapre come merenderia a km zero nel segno dei Cerboni

Fiora Bonelli
La Lucciola riapre come merenderia a km zero nel segno dei Cerboni

Il mitico bar torna luogo di ritrovo con una nuova veste Offrirà prodotti locali a partire da quelli del salumificio

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Bel regalo di Natale per Castel del Piano. Riapre, completamente ristrutturata e con la gestione della famiglia Cerboni che ne è proprietaria, la mitica Lucciola, il bar che ha scritto un pezzo di storia del paese amiatino dagli anni Sessanta agli anni Ottanta. Un ritrovo che ha “allevato” generazioni di ragazzi e ragazze e che è rimasto nel cuore di tutti per le peculiarità sia umane che di servizio che ne contraddistinguevano la gestione.

La Lucciola fu il simbolico spartiacque che segnò l’ingresso di Castel del Piano nell’età moderna, e interpretò il simbolo del boom economico degli anni Sessanta. Situata in posizione strategica nel centro della periferia borghese cittadina, sta a guardia del Parco della Rimembranza ed è stata per lunghi anni guidata da Rio e Luisa Monaci, divenendo il punto di riferimento dei tanti turisti che allora affollavano l’Amiata. Nell’immaginario collettivo la Lucciola è il juke box, il mitico “affogato”, un gelato arricchito con ingredienti particolari. Ma soprattutto era il locale dei giovani in estate, luogo di aggregazione di grande presa e magnetismo. Poi la decadenza, dovuta al cambiamento sociale del borgo e alla crisi economica.

Adesso i proprietari la vogliono fare ripartire, e puntano a un locale “merenderia”, dove trovino spazio prima di tutto i prodotti del prestigioso salumificio di Vittorio Cerboni, l’imprenditore che ha lanciato nel mondo prodotti di grande qualità, alimentati da una passione storica per il mondo della norcineria che adesso nella Lucicola potrà essere degustato e consumato.

Il locale si inaugura domenica pomeriggio e a tutta la popolazione è invitata. Cosa sarà lo spiega al Tirreno il figlio di Vittorio, Augusto Cerboni, che ha seguito le orme del padre.

«La rinascita della Lucciola è il grande desiderio realizzato di mio padre Vittorio. Abbiamo completamente ristrutturato il locale – spiega – aggiungendo ai due piani esistenti e del tutto ripristinati, anche un box esterno. Al piano superiore vi sono circa 30 posti e quattro tavoli sotto la tettoia possono ospitare circa 16 persone. Altri posti al piano terra. Un grosso investimento che spero sarà apprezzato e premiato dai cittadini e dai turisti».

L’impostazione che Augusto vuole che assuma la Lucciola è una novità. «Sarà un luogo dove fare merenda con prodotti locali di qualità a chilometro zero – dice –. I prodotti Cerboni, ma anche altre produzioni tipiche, come formaggi e sott’oli. Ma non vogliamo perdere la storia della Lucciola e abbiamo deciso, dopo decenni di sosta, di riportare qui il gelato artigianale». E sarà un ritorno alla grande. «Riproponiamo il mitico “affogato” – dice Augusto – e lo serviremo nelle tazze identiche a quelle dove veniva servito quarant’anni fa o giù di lì. Al piano superiore abbiamo previsto anche un angolo per il tè e uno scaffale con libri di storia locale e informazioni turistiche anche in inglese, a disposizione dei clienti».

Ma Augusto Cerboni punta anche sul vino, sulla musica e su serate a tema. «Saranno vini di alta levatura – dice – con macchine per spillarli ultima generazione. Potranno accompagnare i taglieri e le altre vivande che i clienti gradiranno. Naturalmente ci sarà tanta musica, come nella tradizione autentica della Lucciola».

Da lunedì la Lucciola sarà aperta dalle 6,30 fino a tarda sera e saranno valutate via via aperture fino a tarda notte. —

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