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Grosseto

comunità in lutto 

Commessa muore a 49 anni, si è spento il “sorriso gigliese”

Elisabetta Giorgi
Commessa muore a 49 anni, si è spento il “sorriso gigliese”

Prima edicolante al Campese, poi commessa al Porto. Si è arresa a una malattia aggressiva. Il dolore degli amici 

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ISOLA DEL GIGLIO. La comunità gigliese piange la morte di Maura Bancalà, appena 49enne, amatissima sull’isola. Era malata da qualche anno: a colpirla è stata una malattia aggressiva che non le ha lasciato scampo. Negli ultimi giorni le sue condizioni erano precipitate e complicazioni si erano aggiunte a un fisico già debilitato. La morte è arrivata all’ospedale di Siena. .

All’isola del Giglio la piangono tutti ricordandola con sincera commozione. Gigliese doc, Maura abitava al Castello, aveva lavorato al Campese e in anni successivi (fino a qualche tempo fa) nella zona del Porto. «Ciao Maura, troppo giovane per lasciarci. Eri una mia cara amica sempre cordiale, sempre sorridente», così la descrive un isolano che con la morte nel cuore ha postato alcune foto di lei, animata da un sorriso inconfondibile. Un’espressione dolce e piena di vita. «Era una ragazza intelligente e riservata, che ha dovuto affrontare il terribile fardello della malattia, ma l’ha fatto con straordinaria dignità». Così la raccontano in paese.

Maura aveva lavorato da ragazza al Giglio Campese, dove molti anni fa aveva gestito insieme allo zio e alla sorella l’edicola: un vero punto di riferimento per la comunità; un luogo di ritrovo e aggregazione – come lo raccontano i gigliesi – di fronte al quale gli isolanti si ritrovavano ogni mattina, all’arrivo dei traghetti, per aspettare al varco il giornale che arrivava dalla terraferma. Lei era lì al lavoro, con il sorriso sulle labbra e tanta voglia di lavorare.

Voltata pagina, Maura ha lavorato come commessa in un noto negozio del Giglio Porto. Una presenza sempre piacevole, con il suo dolce sorriso e i lunghi capelli neri: capitava a volte, nei momenti di pausa, di trovarla seduta nelle scalette a fianco del negozio dove lavorava. In quella posa è stata immortalata da uno dei suoi più cari amici, che la ricorda così svagata e senza pensieri, in quelle scale a fianco del muro del negozio. «Maura era una bravissima ragazza – la racconta anche Stefano Feri, già vicesindaco dell’isola del Giglio e vicepresidente del Parco nazionale dell’Arcipelago – Tra noi correvano alcuni anni di differenza: di fatto non siamo cresciuti insieme, ma la ricordo bene fin da bambina, alle Elementari. E ne ho un bellissimo ricordo proprio all’edicola del Campese, che ha gestito per anni con lo zio e la sorella. Persona riservata e intelligente: mi resta in testa l’immagine di lei sorridente e piena di vita. E così vogliamo ricordarcela tutti». Stesse belle parole le esprime Manuela Feri, la sorella di Stefano. «Sempre sorridente, incarnava la positività: mai una parola negativa per nessuno. Nessuno si aspettava una tragedia così». Il corpo, dopo la cremazione, tornerà nella sua isola. 
 

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