Italia
Via la polizia dal mare La squadra nautica di Talamone chiude
L’Esecutivo dà attuazione al Decreto Madia di 3 anni fa Duri la Fsp e Berardi: «Non si investe sulla sicurezza»
Il destino delle squadre nautiche sembra ormai scritto. È del 10 dicembre un decreto emanato dal Ministero degli Interni che, in attuazione del Decreto Legislativo Madia del 2016 che prevedeva la soppressione delle squadre nautiche, destina i mezzi della polizia nautica ai commissariati e alle questure.
Stesso destino per gli agenti che saranno dislocati, pur mantenendo le qualifiche professionali acquisite, ai commissariati e alle questure di riferimento. Una chiusura che sembra ormai cosa fatta. I tempi di attuazione del Decreto non si conoscono ma sembra che siano piuttosto stretti. Per quanto riguarda Talamone i mezzi e gli uomini dovrebbero rimanere a Grosseto e sembra che in estate, per tre mesi, potrebbe essere espletato il servizio di polizia nautica. A Talamone, la presenza della polizia nautica non ha valenza solo per la presenza dei turisti ma anche per il controllo degli imbarchi del materiale bellico o para bellico destinato ai Paesi Arabi. Uno dei motivi per i quali il senatore Altero Matteoli, che si era preso a cuore la vicenda della polizia nautica anche di Talamone, era riuscito a frenare la chiusura anche con l’avvento del Governo a marchio Lega – Cinque Stelle. Col nuovo Governo Pd – Cinque Stelle c’è stato un ritorno al Decreto Madia, di fatto mai stoppato formalmente. Contraria alla chiusura delle sedi della polizia nautica è la sigla sindacale Fsp, già Ugl Polizia.
«La sicurezza non si fa facendo conti matematici come sta facendo il Governo – spiega Mauro Marruganti, segretario generale toscano Fsp – ma si fa aumentando i presidi di polizia e il personale. Togliere i dipendenti e chiudere questi presidi aumenta il senso di insicurezza della popolazione e diminuisce il potere della polizia di Stato sui territori ma raggruppa le poche risorse rimaste nei centri più grandi. Si toglie poi dai servizi sul mare personale formato per metterlo sulle volanti o alla ricezione denunce. Questo – dice Marruganti – va a discapito dell’utenza». Il segretario, ringraziando tutti i parlamentari che hanno cercato di scongiurare la chiusura, auspica investimenti per formare nuovi agenti piuttosto che pensare alle chiusure.
Sulla stessa linea il senatore Roberto Berardi, segretario della Commissione difesa. «Non solo stiamo lavorando per impedire la chiusura del presidio di Talamone ma anche per potenziarla anche in vista della realizzazione del nuovo porto. Il Decreto Madia prevedeva 106mila poliziotti. Attualmente siamo a 99mila. Se vogliamo dare attuazione al Decreto pensiamo agli organici che sono previsti e che adesso non ci sono. Non si investe sulla sicurezza chiudendo posti di polizia».
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