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Dal Psi 15 proposte per la sanità «Bisogna dare voce ai territori»

Enrico Pizzi
Dal Psi 15 proposte per la sanità «Bisogna dare voce ai territori»

Dall’area sud est «troppo vasta» alle liste d’attesa «troppo lunghe» il segretario Francesco Giorgi propone un contributo in vista delle Regionali 

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Quindici proposte per migliorare la sanità grossetana, partendo da una critica netta alla dimensione dell’area vasta e al fallimento degli accorpamenti di vari servizi, tra cui il 118 e l’Estar, e approdando alla richiesta di maggiori risorse, commisurate alla particolarità del territorio grossetano.

Il segretario provinciale del Psi, Francesco Giorgi, in tandem con Filippo Andretta, a lungo dirigente dell’allora Usl 9, ha tracciato una sorta di programma di miglioramento del servizio sanitario in provincia di Grosseto. Il Psi interviene, su questa materia, alla vigilia dell’inizio di una lunga campagna elettorale che porterà al voto per l’elezione del nuovo presidente e del nuovo consiglio regionale.

«Vogliamo dare un nostro contributo al dibattito» spiega Giorgi, in una materia, quella sanitaria, che è sentita come “propria” dai socialisti, dal momento che – ha ricordato Andretta – un sistema sanitario universalistico non esisteva della legge 132 del 1968, la legge Mariotti che prese il nome dell’allora ministro socialista Luigi Mariotti e che estese, a tutti i cittadini, l’assistenza ospedaliera».

In quindici punti, i socialisti grossetani riassumono le loro idee per un salto di qualità della sanità maremmana.

Innanzitutto la constatazione del fatto che l’Asl Toscana sud est è troppo vasta e che l’accorpamento di Grosseto, Siena e Arezzo non ha né ridotto i costi, né migliorato l’efficienza, anzi si sarebbe tradotto in stress e incertezze per i dipendenti e rabbia e disorientamento per gli utenti. Punto conseguente, la richiesta di ripristinare le conferenze dei servizi per avere di nuovo uno strumento a servizio dei territori; il Psi chiede anche il ripristino dei consigli di amministrazione proprio per non lasciare tutto in mano al solo direttore generale, ma per affiancargli qualcuno che dia voce ai territori e alle esigenze dei cittadini.

Sul fronte delle liste di attesa, la richiesta è di cercare la collaborazione di strutture private, a seconda delle necessità diagnostiche, senza però gravare sugli utenti.

Proposte varie, anche per quanto riguarda i pronto soccorso. In generale si chiede una verifica dei posti letto necessari per evitare disservizi, ma in merito al pronto soccorso di Grosseto, pur apprezzando il lavoro fatto per il pronto soccorso pediatrico, ortopedico e neurologico, se ne chiede un potenziamento con personale qualificato e non con personale interinale.

Completamente negativo il giudizio del Psi sull’accorpamento del 118 di Grosseto con quello di Siena. «I costi sono aumentati – dicono i socialisti – perché i dipendenti di Grosseto vanno a fare formazione a quelli di Siena e sono più in viaggio che a esercitare la loro funzione precipua». E poi, l’incongruenza del fatto che ad Arezzo la centrale 118 è rimasta tale e quale.

Per gli ospedali periferici, si chiede il mantenimento dell’efficienza e dell’operatività, ma vanno resi più attrattivi per il personale, anche attraverso incentivi ed elasticità del rapporto di lavoro.

Per quanto riguarda l’area medica, il Psi chiede che nell’ospedale all’area di degenza sia aggiunta una per la medio-alta intensità di cure e, una per cure intermedie e una per la lunga degenza: si chiede, inoltre di intensificare il rapporto tra specialisti ospedalieri e medici di base e di potenziare la capacità diagnostica di questi ultimi, la cui presenza dovrebbe essere garantita anche negli ospedali di comunità. —

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