Il presidio
Quel settembre 1328 in cui i grossetani fermarono l’invasore
Alessandro Spalletta è autore di libri ambientati nel medioevo maremmano
L’INTERVENTO
Oggi dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 19 Alessandro Spalletta incontrerà il pubblico alla Libreria Mondadori in corso Carducci e firmerà le copie dei suoi libri, ambientati nel medioevo maremmano. È lo stesso giovane scrittore a spiegare la filosofia dei suoi libri, con uno sguardo al presente.
Tanti anni fa la città di Grosseto si ritrovò a combattere una difficile battaglia. Sono passati quasi sette secoli ormai e questi anni si sentono tutti, nell’ignoranza e nell’indifferenza della gente. Era il settembre del 1328 quando i grossetani videro di fronte alle loro mura un esercito enorme, deciso a espugnare la città. Con la testa dura che contraddistingue noi maremmani, i grossetani sbarrarono la Porta Vecchia e si prepararono a giocare quella partita, a costo della vita. La posta in gioco era la libertà. Vinsero. Una città di eroi.
Fu un episodio incredibile, nel vero senso della parola: qualcosa che pare impossibile ma che invece è vero. Un Davide medievale che sconfigge il suo Golia, piccoli uomini contro giganti. Forse, proprio in questi giorni che precedono il Natale, mentre Grosseto dolorante si leccava le ferite, fu disegnata la prima volta la spada tutt’oggi impugnata dalla branca destra del Grifone comunale, a testimonianza di quell’orgoglio che solo chi ha sfidato l’impossibile può provare.
Sono un grossetano, appassionato di storia, eppure ho conosciuto questa vicenda quando avevo già vent’ anni, scorgendo per caso una targa malandata che forse avevo visto già migliaia di volte senza mai averla guardata davvero. Un vero peccato, mi sono detto, che una storia di tale bellezza e intensità fosse così poco conosciuta. Ho deciso di raccontarla io, a modo mio e con le poche forze che ho. Ho scritto un libro e poi ne ho scritto un altro; ho cercato di dare un volto e un nome a eroi ormai avvolti nell’oblio, nella speranza di far sapere a quante più persone possibile quanto è bella la storia della mia città.
Fare lo scrittore è il mio sogno, ma il mio desiderio è anche quello di far conoscere, ricordare, custodire e onorare un’antica memoria che ha ancora tanto da insegnarci. Sì, perché la battaglia per la libertà è un tema quanto mai attuale e sempre lo sarà. Anche senza scomodare invasori stranieri od oscuri tiranni nostrani, riusciamo a vivere in catene e a essere schiavi. Non sono le spade e i dardi delle balestre a minacciarci nel XXI secolo, ma le paure che coviamo e che troppo spesso vengono magistralmente nutrite; le parole che fomentano discriminazione e violenza e che attecchiscono con allarmante facilità; il sempre crescente desiderio di omologarsi a una massa che fagocita la personalità e il desiderio di capire.
Combattere per la libertà è destino di ogni essere umano, come lo fu per i nostri concittadini di un tempo antico. Non si arresero e vinsero la loro battaglia. Non si fecero ingannare, non si fecero intimidire. È un pensiero confortante sapere che qualcuno prima di noi ci è riuscito. Era gente semplice, ma che dovremmo tutti prendere ad esempio. Uomini e donne “non piegabili né per blandizie né per minacce”. Conosciamo quindi la loro storia e impariamo da loro. —
Alessandro Spalletta
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