Allevatori sulle barricate dopo l’ultimo assalto al gregge
Un’azienda nel Parco della Maremma ha subito giorni fa una predazione di vitelle Monta la protesta dei pastori: «Noi abbiamo invaso il terreno del lupo? Delirio»:
L’azienda di allevamento all’interno del Parco della Maremma che giorni fa ha subito una predazione di tre vitelle da parte di “lupi” incassa la solidarietà dei pastori della Maremma e dell’Amiata, stupefatti dalla trasmissione che è stata mandata in onda in una rete nazionale, «dove sono state dichiarate cose – dicono i pastori – che dimostrano quanto il problema lupo sia ormai fuori da ogni controllo non solo in riferimento ai pascoli, ma soprattutto in riferimento a chi sforna commenti e giudizi senza conoscere la reale portata del problema nell’economia delle zone interessate».
Sulle barricate, dunque, gli allevatori: «Dichiarazioni – sbotta Modesto Cassani, allevatore di ovini di Montelaterone che per colpa dei “lupi” ha dovuto vendere il gregge – da delirio. Di fronte alla carneficina subita dall’azienda si arriva a dire che la colpa è dell’allevatore che ha invaso il territorio dei lupi. Ma il lavoro dell’uomo, l’economia della zona, il sudore per tenere in piedi un’impresa chi lo ripaga? Il lupo? Queste bestie vanno tolte di mezzo».
Alza i toni Giacomo Franceschelli di Monte Labro: «Solidarietà all’azienda del parco. Io comprendo i punti di vista di tutti, ma mi si accappona la pelle quando sento che noi abbiamo invaso il terreno del lupo. Mi spieghino perché. Quell’azienda il terreno se lo è sudato, produce cibo che sfama centinaia di migliaia di persone. Tiene in ordine la terra, la protegge da frane e smottamenti, garantisce la presenza di biodiversità. Vengano a vedere gli ambientalisti da salotto televisivo come si fa a allevare gli animali. E non ci vengano solo in vacanza. Sostengono pure che il lupo non attacca l’uomo. Invece questo è accaduto in Grecia, Spagna e Siria. È l’uomo che fugge il lupo e non il contrario. Invito dunque tutte le associazioni ad unirsi. So che Unione agricoltori e Cia erano d’accordo a incontrarsi. Coldiretti cosa aspetta?».
Furioso anche lo storico della pastorizia Fernando Tizzi di Saturnia: «Abbiamo trasformato la Maremma amara in un giardino dell’Eden. E adesso gente che non ha la minima idea del nostro lavoro vuole farci accomodare fuori di casa nostra. Il lupo deve essere dichiarato animale nocivo per la pastorizia».
E la presidente del Comitato pastori d’Italia Mirella Pastorelli: «È vergognoso sentir dire cose non veritiere. Ad esempio in molte regioni i risarcimenti per predazione non esistono. In Toscana gli allevatori vedono briciole. È discutibile sentir dire che il lupo non attacca l’uomo. Ce lo lascereste voi, un bambino in carrozzina con un lupo vicino? Non credo. I lupi vanno abbattuti nei luoghi dove si allevano animali. Piena solidarietà all’allevatore del parco della Maremma».
Infine Massimo Betti, allevatore e anche ex sindaco di un comune della Garfagnana, chiama tutti al confronto: «le posizioni integraliste non pagano – dice – ci vuole buon senso e occorre confrontarsi. È sicuro che il lupo si è riprodotto in modo notevole. Non è in via di estinzione. Sono i piccoli pastori ad esserlo. Le piccole economie generano grandi economie e posti di lavoro. Bisogna capire questo. La regione fa orecchie da mercante, ma prima o poi dovrà pure rispondere», conclude l’allevatore Betti. —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
