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Centrale in Val d’Orcia I contrari all’assessora «Qui si vive di ambiente»

Gabriele Baldanzi
Centrale in Val d’Orcia I contrari all’assessora «Qui si vive di ambiente»

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Come calpestare il campo di iris mentre Van Gogh lo sta dipingendo. Così, attraverso lo sfruttamento del calore presente nel sottosuolo, si prova da anni a modificare il paesaggio della Val d’Orcia, terra simbolo di tranquillità, bellezza e qualità. La valle che fa da cerniera tra le province di Siena e Grosseto, attraversata dalla Via Francigena, è rimasta talmente integra nei suoi paesaggi e nel processo di antropizzazione che l’Unesco l’ha riconosciuta nel 2004 Bene protetto e Patrimonio dell’Umanità. Eppure rischia di non bastare. Alcune società sono tornate alla carica per realizzare impianti.

Ieri c’è stato un incontro, a Firenze, tra una nutrita delegazione di amministratori, imprenditori, cittadini, e l’assessora all’Ambiente Federica Fratoni, per ribadire che qui si vive di ambiente, turismo e benessere. Presente anche il consigliere regionale Leonardo Marras (Pd). Due, in questo momento, sono i fronti aperti: la centrale pilota di Montenero (concessione Gesto), per la quale c’è l’ok sulla valutazione d’impatto ambientale, e l’iter per l’installazione di una centrale da parte di Sorgenia ad Abbadia San Salvatore. Per Montenero, l’impianto sarebbe costituito da sei pozzi (tre produttivi e tre reiniettivi) e dall’impianto Orc da 5 megawatt collegato alla rete elettrica tramite una linea in media tensione di 15 km fuori terra.

Alla Regione, che dovrà presto esprimere un ulteriore parere, ieri è stato chiesto di valutare con attenzione queste scelte, di seguire le istruttorie in maniera rigorosa per verificare se esistono tutti i requisiti per insediamenti di questo tipo in contrasto col paesaggio.

Nei giorni scorsi ha preso posizione il Pd, che si è detto contrario a insediamenti geotermici in terreni classificati come Area non idonea alla coltura geotermica. Pd amiatino e regionale hanno sempre sostenuto questa posizione. «Sono tendenziose e non vere – ribadisce Marras – le voci che darebbero la Regione pronta a concedere il consenso al procedimento di autorizzazione del progetto pilota di Montenero d’Orcia promosso dal Mise e gestito dal ministero dell’Ambiente. Rammento, invece, venti anni di investimenti pubblici, al fianco dei privati, per incentivare e sostenere settori produttivi come agricoltura e turismo. La Regione, dunque, non deve “concedere l’intesa” alla realizzazione di un impianto che, è chiaro, non avrebbe alcun nesso logico con il territorio e potrebbe disincentivare gli investimenti privati in corso di realizzazione». —

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