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Grosseto

la tragedia 

Morta a Roma a 43 anni Eseguita l’autopsia, attesa per i funerali

P.S.
Morta a Roma a 43 anni Eseguita l’autopsia, attesa per i funerali

Moira Seravalle era stata sottoposta a intervento chirurgico Oggi la Procura dovrebbe dare il nulla osta alla sepoltura

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grosseto. Eseguita ieri pomeriggio l’autopsia su Moira Seravalle, la donna di 43 anni morta venerdì all’ospedale San Giovanni dell’Addolorata a Roma, dove era stata visitata il giorno precedente dopo aver accusato un problema di salute che sembrava di non particolare importanza e che si sarebbe dovuto risolvere nel giro di poco tempo. Moira era convinta che sarebbe tornata a casa al più presto. Era stata invece portata in sala operatoria e sottoposta a un intervento chirurgico perché le sue condizioni erano precipitate e si erano rivelate particolarmente gravi. Il decesso è avvenuto intorno alle 20.15 di venerdì.

L’accertamento autoptico è stato disposto dal pm romano Laura Condemi, che ha incaricato il dottor Edoardo Bottoni, di Latina, specialista di medicina legale, che è stato affiancato da un chirurgo, il dottor Finetti di Roma. La famiglia di Moira ha incaricato un proprio consulente, il dottor Roberto Martini, che ha seguito l’esame dopo che erano state analizzate le cartelle cliniche relative al ricovero della donna. Il dottor Bottoni si è riservato sessanta giorni per la consegna del proprio lavoro, la famiglia spera di poter conoscere quanto prima possibile la causa di morte di Moira. Da alcuni anni la donna soffriva di un problema di salute e circa un mese fa era stata sottoposta a un intervento chirurgico all’ospedale Cisanello di Pisa.

Probabilmente in queste ore la Procura della Repubblica di Roma rilascerà il nulla osta per la sepoltura e così la madre, la sorella e il compagno potranno così fissare il luogo e la data del funerale, a Grosseto.

Moira Seravalle qualche anno fa aveva trovato lavoro a Roma ma stava progettando di tornare in Maremma. Nella capitale, tramite un’agenzia specializzata, aveva trovato impiego come tata in alcune famiglie di personaggi famosi del cinema e della televisione. Prima di lasciare la nostra città aveva lavorato con la mamma e la sorella Monica nel loro panificio nel quartiere Gorarella. E se la cavava molto bene anche in cucina, ha ricordato un’amica. — P.S.

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