Il Tirreno

Grosseto

gli accertamenti sull’ex discarica 

Inchiesta Strillaie, il fascicolo è chiuso Quattro “avvisati”: ipotesi di falso e truffa

Pierluigi Sposato
Inchiesta Strillaie, il fascicolo è chiuso Quattro “avvisati”: ipotesi di falso e truffa

Indagati Succi, Morisco, Vecchieschi e Martino più le società Tecnologie Ambientali e Sit. Nel mirino lavori e attestazioni

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Quattro persone indagate (più due società), ipotesi di reato di falso e truffa. Chiuse le indagini sulle presunte irregolarità che sarebbero state commesse fra il 2013 e pochi mesi fa in relazione ai lavori effettuati in relazione all’ex discarica delle Strillaie. Indagini partite nel settembre 2017 con le perquisizioni ordinate dai sostituti procuratori Marco Nassi e Salvatore Ferraro nei confronti di numerosi indagati e con ipotesi di reato molto più gravi, dalla corruzione di pubblico ufficiale alla turbata libertà degli incanti fino all’abuso d’ufficio. La Procura nominò dei consulenti per l’analisi dei contenuti dei computer sequestrati. Le indagini sono della polizia municipale e della polizia stradale.

Nell’ambito di questo stesso filone (il numero del fascicolo è il medesimo) alcuni giorni fa si sono visti recapitare l’avviso Maurizio Succi, residente all’Isola d’Elba, procuratore di Sit spa e legale rappresentante di Tecnologie ambientali srl (associazione temporanea di imprese e affidatarie dei lavori di copertura del modulo 16 all’interno della discarica); Luca Vecchieschi, ingegnere, dirigente del settore Ambiente del Comune di Grosseto dal maggio 2013, nonché direttore dei lavori e responsabile del procedimento (da poco più di un anno è in servizio al Comune di Monte Argentario); Giuseppe Morisco, ingegnere, fino al maggio 2013 (e poi in pensione) dirigente del settore Ambiente; Francesco Antonio Martino, ingegnere, amministratore unico della Martino Associati srl.

Succi e Vecchieschi sono indagati per il concorso in falso ideologico commesso da pubblico ufficiale (2013-2014); a proposito del modulo 16 avrebbero attestato falsamente che le misurazioni e le verifiche effettuati sui lavori di copertura dell’ex discarica erano corrispondenti a quanto riportato nel libretto delle misure e nel registro di contabilità e quindi la conformità. Invece, secondo l’imputazione, gli spessori degli strati di copertura del modulo 16 sarebbero stati effettuati in violazioni delle norme di legge, del progetto e delle prescrizioni contrattuali.

Collegata a questa ipotesi è quella di truffa, che vede ancora Succi e Vecchieschi indagati (arco temporale dal dicembre 2013 al maggio 2019): perché le attestazioni ritenute false avrebbero indotto in errore il servizio finanziario del Comune che avevano autorizzato i mandati di pagamento: circa 490mila euro che Succi avrebbe ottenuto ingiustamente, parte per i lavori di copertura con terreno vegetale, parte per la realizzazione degli altri strati di copertura. La tariffa era stata aumentata (più 0,5809 euro per metro cubo) con pagamento delle fatture mensili dal 2014 al maggio scorso e con danno per il Comune, cui si dovrebbe sommare il danno derivante dai costi necessari per rendere il capping (la copertura) conforme alla legge (1 milione e 280 mila euro).

L’altra ipotesi di falso (falsità materiale commessa dal pubblico ufficiale in certificati o autorizzazioni amministrative) riguarda Morisco e Martino. All’ex responsabile del servizio Ambiente viene contestata la contraffazione di due certificazioni, in accordo e su richiesta di Martino: secondo l’ipotesi della Procura non sarebbero state create il 28 marzo 2013, come attesta il timbro, ma il 3 febbraio 2016. Tali certificazioni erano state presentate da Martino come documenti nel ricorso per un decreto ingiuntivo che il professionista aveva presentato in Tribunale contro il Comune di Grosseto: Martino chiedeva 1 milione e 138mila euro come corrispettivo per le prestazioni professionali. In queste due certificazioni (una relativa al progetto bonifiche, l’altra per la variante delle nuove vasche) Martino attestava che le prestazioni erano avvenute in maniera soddisfacente, erano state approvate regolarmente e non avevano dato luogo a contestazioni.

C’è un’ulteriore contestazione di falso ideologico per Martino, connessa a quella precedente. Perché la Procura ritiene che il giudice sia stato indotto in errore nell’emettere il decreto ingiuntivo (maggio 2017).

Alle società Tecnologie Ambientali srl di Rimini e Sit di Vicenza vengono infine contestati gli illeciti amministrativi connessi all’ipotesi di truffa. —



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