Cinque territori isolati La telefonia mobile lì ha un segnale debole
Dall’Argentario a Massa Marittima passando per l’Amiata Bugli: «Chiederemo ai gestori di intervenire al più presto»
«È una questione anche di libertà», dice Vittorio Bugli, assessore regionale ai rapporti con gli enti locali. L’assenza pressoché totale di rete mobile in alcune zone della Toscana infatti equivale nel 2019 ad un vero e proprio isolamento, in cui non è pensabile – sostiene Bugli – immaginare uno sviluppo.
Sono molti i Comuni toscani dove il segnale della rete mobile è debole se non proprio del tutto assente. Lo stabilisce il rapporto nazionale stilato dall’Uncem, che mette nero su bianco un disagio già sollevato da tempo dai territori interessati. In Maremma vi rientrano Sorano, Castel del Piano, Santa Fiora, ma anche la frazione di Cala Piccola a Monte Argentario e di Prata a Massa Marittima. In generale, su 274 comuni in Toscana almeno 40 sono in queste condizioni: abbastanza da richiamare l’attenzione di Regione e Anci, pronte ora a battere diverse strade, compresa quella delle vie legali con i gestori.
«Da un po’ di tempo – sottolinea l’assessore – riceviamo segnalazioni e non notiamo miglioramenti. Non è possibile che nel 2019 in quasi un quinto dei Comuni toscani, in tutto o in parte, non si possa telefonare con il cellulare. Servono piani concreti di investimento». Ma convincere i gestori a investire su questi territori non è cosa semplice.
Ne sa qualcosa il Comune di Sorano, che attraverso l’iniziativa del sindaco Pierandrea Vanni ha portato la questione anche in Prefettura a Grosseto, costringendo le società telefoniche a sedersi ad un tavolo di confronto che, al momento, non sta dando grandi risultati. Inoltre, come spiega lo stesso Bugli, la Regione in quanto ente non ha competenze in materia e non può prevedere risorse a bilancio. «Vogliamo spingere comunque – riprende Bugli – i gestori a farsene carico e a tale scopo chiederemo subito un incontro per chiedere di intervenire in questi territori già ampiamente monitorati, crediamo, dai soggetti gestori».
Ma come? Formando un fronte compatto tra Regione, Anci e i comuni interessati dal disagio. «Vogliamo costruire un percorso assieme a loro – continua l’assessore – Vogliamo anche capire se ci siano elementi per agire con il massimo della decisione anche da un punto di vista legale, oltre che con ogni tipo di iniziativa politica: nei consigli comunali e in quello regionale, chiedendo pure sostegno al Governo e al Parlamento». «Amplieremo la mappatura del territorio già a disposizione – fa eco Simone Gheri per Anci Toscana – Vogliamo muoverci tutti insieme così come facemmo nei confronti di Poste quando annunciò la chiusura degli uffici postali nei piccoli comuni. Attiveremo anche Anci nazionale, determinati ad avere interventi a favore dei tantissimi piccoli Comuni disagiati e che avrebbero bisogno invece di opportunità per rilanciare lo sviluppo e contrastare lo spopolamento». —
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