Italia
Pensioni e tredicesime, troppa fila alle Poste «Serve altro personale»
scarlino. Ieri i pensionati di tutta Italia hanno ricevuto sul proprio conto sia la pensione del mese di dicembre che la tredicesima ma a Scarlino Scalo la lieta notizia si è trasformata in un disagio, questo perché di fronte all’unico sportello aperto di Poste Italiane si è creata una fila lunghissima, che ha portato molti pensionati a desistere e tornare a casa a mani vuote.
La denuncia arriva da Doriano Orlandini, segretario provinciale di Confsal Comunicazioni, uno dei sindacati dei portalettere: «La direzione di filiale di Poste Italiane di Grosseto dimostra ormai da tempo incapacità e menefreghismo verso l’organizzazione del lavoro e questo è stato lampante proprio in questi giorni – dice il segretario – A Scarlino Scalo stamattina (ieri per chi legge, ndr) nonostante la lunga fila che si era creata, era aperto un solo sportello, gestito, peraltro, dal direttore della filiale e non dallo sportellista. Quest’ultimo era infatti malato e non è stato sostituto da nessuno se non dal direttore che non avrebbe neanche dovuto ricoprire quell’incarico».
Orlandini si chiede perché non ci siano altri dipendenti così da migliorare il servizio offerto ai clienti. «Chiediamo personale – afferma il segretario – sono anni che mandano via gli impiegati con l’incentivo dell’esodo, sono andati via anche quest’anno in tanti. Durante la settimana appena trascorsa lo sportellista di Scarlino è rimasto da solo perché il direttore era in ferie e poi il giorno delle pensioni è andata come è andata con disagi evidenti per tutti i clienti». Orlandini spiega che quello dello Scalo è un ufficio che lavora ma nonostante questo non viene assunto nuovo personale. «Questi signori – dice Orlandini riferendosi alla dirigenza – si intascano premi sostanziosi in danaro, mentre i poveri sportellisti si devono accontentare di un piatto di lenticchie. Poi se i clienti debbono passare ore in ufficio prima di ricevere il servizio, poco importa. Stiamo parlando di un’azienda che dovrebbe essere il nerbo di questo paese, stiamo parlando di un’azienda che da decenni strombazza utili di bilancio. Utili di bilancio – continua il segretario – che la categoria sta pagando a caro prezzo, gli utili di bilancio sono la conseguenza della perdita di oltre centomila posti di lavoro: nel 1994 Poste Italiane contava 240mila dipendenti contro i 130mila di oggi». La speranza è che possa essere trovata una soluzione migliore per l’ufficio scarlinese, così da evitare le lunghe e interminabili file in attesa del ritiro della pensione. — G.S.
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