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Avis di Selvena: da un piccolissimo borgo sgorga una sconfinata passione per gli altri
La sezione è nata nel 1984. I soci hanno comprato a proprie spese un’auto per andare a donare il sangue nel centro di Castel del Piano
la storia
fioRa bonelli
Avis di Selvena (frazione di Castell’Azzara): una storia di impegno e di passione. Una sezione che ha avuto coraggio e linfa per mettere in atto un ricambio generazionale e dare al nutrito gruppo di donatori un’energia fresca e vitale. Gli stessi che oggi partecipano con entusiasmo al gioco del Tirreno “Io e te. Associamo le passioni”.
Nel minuscolo borgo, 400 anime appena, i donatori di sangue sono stati un gruppo consistente fin dall’anno della fondazione, il 1984. La sezione contò subito una sessantina di donatori, tutti di Selvena. Il primo presidente fu Vico Tenci, che la diresse per due anni. Poi il timone passò in mano a Mariella Groppi per circa 30 anni, dal 1986 al 2015. Le ha fatto più volte da vicepresidente Anna Galeotti, una delle anime della sezione, che con Groppi, appunto, e Claudio Tosi, da sempre attivo in Avis, ha fatto sì che il gruppo non si disperdesse, ma continuasse a vivere fino ad oggi.
Anna è anche la memoria storica dell’Avis di Selvena. «Siamo un piccolo borgo – racconta – ma quanta passione ci abbiamo messo perché l’Avis restasse in piedi. Io l’Avis l’ho nel cuore. Non abbiamo mai avuto nemmeno una sede stabile, ma siamo vissuti bene lo stesso. Una volta avevamo preso una stanza, ma poi era troppo fredda e la lasciammo. Le nostre riunioni le abbiamo sempre fatte in varie case di donatori, alternandoci ad ospitare il gruppo. Siamo una grande famiglia. Non c’è stato mai uno screzio fra di noi, abbiamo organizzato i viaggi per le donazioni e abbiamo addirittura acquistato a spese nostre un’auto per andare a Castel del Piano a donare il sangue. Con la dottoressa del centro trasfusionale, Sandra Bartolai, avevamo instaurato un rapporto speciale. Sandra, che di recente è andata in pensione, lo aveva capito con quanto amore andavamo a donare. È stata la mamma di tutti noi. Spesso per recarci al centro ero io a organizzare gli spostamenti. L’auto ospita quattro passeggeri, dunque occorreva scrivere un calendario. All’inizio andavamo anche una volta alla settimana. Adesso le donazioni vengono fatte meno di frequente, perché i donatori lavorano e, come si sa, le aziende non concedono più i permessi retribuiti per assentarsi per la donazione».
Anna racconta anche le tante iniziative che il gruppo ha imbastito negli anni: «Abbiamo un forte legame con la comunità – dice – e alle nostre feste partecipano tutti: il decennale del 1994 e poi il ventennale e il trentennale. Gite in Val d’Aosta, Costiera amalfitana, Lago Maggiore. Una storia bellissima alla cui crescita mi onoro di aver contribuito».
Ora la vecchia guardia ha passato il testimone ai giovani: «Nella nostra sezione – dice Anna – ci sono stati sempre tanti giovani. Sono entusiasti, hanno idee originali e fresche. È bene che adesso siano loro a mandare avanti la nostra sezione. Ma noi restiamo sempre al loro fianco, perché qualche consiglio lo accettano volentieri. Intanto ci prenotiamo fin da ora per la festa del Tirreno. Non vediamo l’ora». —
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