Addio all’unità operativa Enel «Perdiamo un altro servizio»
Tiberio Tiberi accende i riflettori sulla dismissione della sede che aveva 20 addetti La società: «È una riorganizzazione, per la reperibilità non cambierà nulla»
castel del piano. Chiude a Castel del Piano l’Unità operativa Zona Amiata di Enel Distribuzione, servizio storico dell’Amiata. Scompare un pezzo di storia comunitaria, che da quando furono realizzate a Castel del Piano la centrale idroelettrica e la prima rete di illuminazione, nel 1895, è sempre stato un presidio e un punto di riferimento della comunità. E non solo di Castel del Piano, perché fino a quando non ha cominciato ad essere smantellata, l’unità operativa serviva sei comuni amiatini: oltre Castel del Piano, anche Arcidosso, Seggiano, Santa Fiora, Roccalbegna, Cinigiano, e in tempi più recenti, il servizio si estendeva fino a Civitella Paganico.
Gli uomini dell’Unità operativa che si occupavano di manutenzione, di allacci di utenze, e di interventi varierano una ventina. Nella sede ora è rimasta una persona, che molto probabilmente resterà ancora per poco.
A accendere le luci sulla questione è Tiberio Tiberi, di Castel del Piano, uomo del Pd, politico attento alle questioni dei servizi: «La scure di quella che viene definita razionalizzazione, di cui i paesi periferici sono le prime vittime, sempre giustificata dalle necessità di risparmio, dall’automazione, dall’assegnazione di incarichi diversificati a ditte esterne, non fa comprendere le ragion di questa chiusura; piuttosto, testimonia la totale indifferenza di fronte alle esigenze di servizio di un territorio vasto, prevalentemente agricolo, su cui sono stati fatti e sono ancora in corso grandi investimenti nelle produzioni di qualità e nel turismo. Lasciarlo completamente sguarnito riduce la disponibilità di un servizio essenziale. Non si tratta di razionalizzazione ma di una scelta miope che degrada la qualità del servizio elettrico e penalizza il territorio. Se il Servizio Idrico Integrato ha sull’Amiata due sedi operative su entrambi i versanti non si comprende perché quello elettrico deve lasciare sguarnito il versante grossetano. Il Comune di Castel Del Piano e l’Unione dei Comuni dell’Amiata Grossetana facciano qualcosa».
È questa di Enel un’altra vicenda che ripropone la stessa metodologia che ha polverizzato uffici una volta presenti e oggi tutti centralizzati (registro, catasto per ricordarne solo un paio). E per mantenerne alcuni in loco, spesso sono occorse alzate di scudi anche istituzionali: Poste, Inps (di quest’ultimo ufficio casteldelpianese, con aperture parziali e senza personale, si vocifera una prossima chiusura).
A questo punto, per interventi relativi all’elettricità sull’Amiata grossetana, arriveranno da Abbadia San Salvatore o da Grosseto o altrove. «Perdiamo un servizio – dice Tiberi – che a regime, ci metteva in condizione di totale tranquillità e dava lavoro a 20 persone».
Enel risponde al Tirreno «che si tratta di una riorganizzazione logistica, ma dal punto di vista operativo, per reperibilità e modalità di azione ci sarà la stessa funzionalità”. L’unità operativa di Castel del Piano però scompare. Resterà tutto ad Abbadia San Salvatore. –
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