Spray urticante spruzzato sul viso della vicina di casa: condannata a 9 mesi
Una lite tra due donne è finita davanti al giudice. Per la vittima, ultraottantenne, sette giorni di prognosi certificati in ospedale
GROSSETO. Il livello di litigiosità tra le due donne era alto, lo hanno confermato i condomini sentiti come testimoni. Ma che si potesse arrivare a spruzzare dello spray al peperoncino dritto al viso non soltanto non era preventivabile ma non è giustificabile, secondo il giudice, nemmeno se ci fosse stata la provocazione verbale raccontata.. Lesioni (sette giorni per una sofferenza corneale e diffusa certificata dal pronto soccorso quello stesso giorno) l’accusa per la quale una donna di 66 anni, Norina Svetoni, è stata condannata a 9 mesi (8 mesi la richiesta del pm); il giudice ha subordinato la sospensione della pena alla prestazione di attività non retribuita in favore della collettività, per la durate di sei mesi.
Nelle motivazioni adesso depositate, il giudice Marco Bilisari ricostruisce i fatti che lo hanno indotto a una pronuncia di condanna. L’episodio si era svolto la mattina dell’11 maggio 2016. La vittima, ultraottantenne, aveva raccontato che mentre stava andando a gettare l’immondizia era stata aggredita da Svetoni; quest’ultima, rispondendo a una frase che avrebbe avuto i contorni della provocazione e che sarebbe stata pronunciata perché riferita a un episodio precedente, avrebbe spruzzato volontariamente della sostanza urticante all’altezza degli occhi dell’anziana.
Nessuno aveva assistito a questo episodio ma il giudice ritiene che quanto raccontato dalla vittima (che non si è costituita parte civile per chiedere il risarcimento del danno) sia attendibile: lo confermano il certificato del pronto soccorso stilato mezz’ora dopo l’episodio (venivano riferiti disturbi visivi, respiratori e cutanei ed era stata diagnostica la sofferenza corneale diffusa) e le parole di uno dei condomini, estraneo alle litigate tra le due donne, il quale quella mattina aveva visto la vittima con la testa reclinata e le mani sul volto mentre si lamentava e indicava Svetoni che si stava allontanando («è stata lei, è stata lei»).
«Di fronte a questo quadro probatorio così univoco ed evidente - scrive il giudice - i testi della difesa non hanno minimamente scalfito la credibilità della persona offesa, non avendo peraltro gli stessi assistito all’episodio»; quelli sentiti, «non hanno fatto che confermare il clima di litigiosità presente nel condominio ma ciò non consente tuttavia di ritenere anche un’eventuale provocazione verbale, rivolta a Svetoni, potesse giustificare la reazione offensiva da parte di quest’ultima». —
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