Italia
«Sospettate di tutto ciò che è insolito» I consigli antitruffa del prefetto Gabrielli
Il capo della polizia ha parlato all’evento organizzato da Cna Sempre più anziani finiscono nel mirino dei malintenzionati
grosseto. Suona il campanello all’ingresso, una persona ben vestita presenta un’offerta o annuncia l’incidente (inesistente) di cui è rimasto vittima un parente e poi chiede soldi. Una dinamica che hanno vissuto molte persone, specialmente anziane, vittime di una truffa.
Con il senno di poi forse sarebbe stato facile capirlo sin da subito, ma spesso non è così. Eppure, il consiglio è quello di fidarsi del primo istinto, denunciando «tutto quello che esula dall’ordinario», per dirla come il capo della polizia, il prefetto Franco Gabrielli, ospite a Grosseto, ospite all’evento “Le strategie di prevenzione per la tutela delle fasce deboli” organizzato da Cna e Cna Pensionati Grosseto al teatro degli Industri. «Il fenomeno sta aumentando – spiega Gabrielli – forse anche perché la nostra popolazione sta invecchiando».
Se il trend crescente delle truffe è legato in qualche modo alla popolazione anziana, ecco allora che la Maremma diventa un terreno fertile, come dimostrano anche gli ultimi dati demografici. «Noi sappiamo che la nostra provincia è molto anziana», spiega il presidente di Cna Riccardo Breda, riferendosi allo studio dal titolo “L’inverno della Maremma”. Qua insomma ci sono le vittime predilette dei raggiri, visto che i truffatori vogliono «lucrare su questa condizione di debolezza».
Come fare, dunque, a fiutare e prevenire un raggiro? Gabrielli fornisce alcuni spunti, sia ai cronisti sia dal palco dell’Industri. Il primo sospetto, istintivo, deve nascere dal fatto di trovarsi di fronte a un contesto insolito, come appunto la persona ben vestita che suona alla porta con offerte o trattative. «Tutto quello che non appartiene alla vita di tutti i giorni deve portare attenzione della persona», dice il capo della polizia. A quel punto, di fronte al sospetto, dare corso alla verifica. «Se si è nell’incertezza occorre chiamare i parenti, la polizia o coloro che possono dare un consiglio, una verifica sul comportamento e capire se l’intento è una truffa». A far sorgere il sospetto, oltre all’insolito, può essere la richiesta, perché il malintenzionato ha solo e soltanto una richiesta. «La truffa ha come oggetto il profitto, l’avere della persona anziana, che può essere la pensione o il risparmio», continua Gabrielli.
Il prefetto non è volto nuovo in Maremma: è stato uno dei protagonisti durante l’emergenza del naufragio della Costa Concordia in qualità di capo della Protezione civile. Ma la sua presenza in questa occasione risalta l’importanza del tema affrontato, visto che il reato di truffa è sempre più dilagante e variegato nel nostro Paese. «È un fenomeno che sta prendendo sempre più piede e che ha catturato l’attenzione della criminalità organizzata», spiega Gabrielli. E se richiama la criminalità organizzata significa che rende bene. «I territori maggiormente periferici, poi, possono essere più facilmente preda di queste azioni», continua il capo della polizia. Ne hanno sentore anche gli anziani della Maremma, come spiega Vezio Vagnoni del Cna Pensionati Grosseto. Ecco quindi l’importanza della prevenzione e della tutela degli anziani, che nella società rappresentano un patrimonio non solo d’identità ma anche economico. «In questi tempi sono il punto di riferimenti di molte famiglie”, spiega il sindaco di Grosseto Antonfrancesco Vivarelli Colonna. Cosa può fare la società civile per contrastare il fenomeno? «Fare rete con il mondo associazionistico e stare vicino alla persona anziana prima e anche dopo questi episodi – conclude Gabrielli – Anche questo offre una sensazione di sicurezza dopo il reato». —
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