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MANCIANO

Gioielleria svaligiata in centro: indagini su cinque malviventi

Fiora Bonelli
La gioielleria svaligiata
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La gioielleria svaligiata

I carabinieri cercano di risalire alla banda che ha colpito nel corso principale. Il bottino si aggira tra i 70 e gli 80mila euro. Il titolare: «Sono angosciato»

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MANCIANO. Indagini in corso per cercare i cinque malviventi della banda che ha assalito la gioielleria Art & Etno di Manciano. Gli uomini della Compagnia di Pitigliano che stanno indagando a tutto campo seguono varie piste, prima di tutto quella che porterebbe, pare, a una banda proveniente dal litorale laziale.

Altro al momento non c’è, sebbene le telecamere della gioielleria svaligiata abbiano ripreso tutti gli individui che con volto coperto e guanti calzati non hanno avuto nessuna paura a assalire un negozio centralissimo, nel corso principale di Manciano «fra l’altro – dice il titolare Marino Pieraccini – a senso unico e assai stretto, dove a malapena entra un camion». Eppure la banda dei cinque non ha avuto esitazioni: divelta la ringhiera di ferro che protegge la controporta e la porta blindata, scalzata quest’ultima con un piede di porco e poi aperta: «Nonostante tutte le protezioni messe in atto, sono entrati – racconta Pieraccini – e hanno rotto le vetrine interne impadronendosi di tutti i gioielli. Non quella esterna che svuotiamo regolarmente ogni sera. Ma il loro obiettivo era la cassaforte murata. Non sono riusciti ad aprirla perché sono arrivati i carabinieri. Il bottino si aggira fra i 70.000 e gli 80.000 euro, anche se stiamo ancora quantificando».

Ma il cruccio del titolare, oltreché per il furto dei gioielli e i danni subiti dalle strutture, sta più nella “sfrontatezza mostrata dai cinque”.

«In pieno centro cittadino - dice Pieraccini - in un corso stretto e con a due passi un bar aperto dove si disputava una gara di freccette, la banda non ha avuto timore. Per 20 minuti ha lavorato nella porta principale del negozio, sotto case tutte abitate, alle 1 di notte fra martedì e mercoledì, con persone ancora in giro; quando sono fuggiti sono sfrecciati a 200 all’ora nelle strade di Manciano, senza ritegno alcuno. Con una banda così preferisco essere stato derubato senza che nessuno si sia fatto male. Se mio figlio fosse passato di lì senza dubbio sarebbe intervenuto e non oso pensare a quello che gli avrebbero fatto. Va bene così, anche se restano nello stomaco proprio questa sfrontatezza assoluta e la determinazione che calpesta tutto e tutti. Resta l’angoscia per quanto abbiamo subito, una sensazione mai provata nemmeno quando, anni fa, i ladri mi entrarono in casa portando via qualche cosa. Da allora in casa non ci teniamo più nulla, né soldi né preziosi. E anche per il negozio avevamo preso tante precauzioni che in parte hanno funzionato. L’allarme è suonato e con l’arrivo dei carabinieri, i malviventi sono fuggiti con un’Audi A6. Gli uomini dell’Arma li hanno incrociati mentre stavano fuggendo e hanno provato a inseguirli, ma la loro automobile, un’Audi A6, forse modificata, si è dileguata. E per adesso non sappiamo nulla». —
 

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