Il presidio
Avo, 90 volontari a fianco dei pazienti in ospedale
L’associazione conta un bellissimo team di “angeli” tra i 18 e gli 82 anni
Era il 1975 quando a Milano nacque la prima associazione di volontari ospedalieri (Avo) in Italia. A ispirarne la missione il dottor Erminio Longhini, poi presidente onorario di FederAvo fino alla sua scomparsa avvenuta due anni fa.
«L’idea del dottor Longhini – spiega Miria Geppetti, presidente di Avo Grosseto, che è la nuova tappa del viaggio del Tirreno con “Io e Te. Associamo i cuori” – era che i malati non avessero bisogno solo di cure ma anche di relazioni, di compagnia e calore umano. Così è nato il volontariato ospedaliero, un servizio gratuito che riguarda gli ospedali ma anche le Rsa e le case di riposo».
In provincia di Grosseto sono una novantina i volontari di età compresa tra i 18 e gli 82 anni (come prevede lo statuto dell’Avo) e sono facilmente riconoscibili perché indossano un camice bianco con il colletto azzurro e il cartellino identificativo. Ma a distinguerli è anche il modo di porsi verso gli altri (e in particolare i malati e gli anziani), frutto di una formazione specifica perché non ci si può improvvisare volontari ospedalieri. «Ogni due anni organizziamo il corso di formazione e aggiornamento per i volontari – spiega la presidente – che è gratuito e aperto a tutti e consente di avere informazioni generali sul ruolo dei nostri volontari e sulle strutture e i setting ospedalieri in cui sono chiamati a prestare il loro servizio oltre a permettere un confronto con specialisti come medici e psicologi. Inoltre è previsto un periodo di tirocinio al termine del quale ci riserviamo di valutare se la persona è idonea o meno a diventare volontario». Al volontario Avo è richiesto un impegno minimo di un turno di 2-3 ore a settimana che va mantenuto con serietà e fedeltà per garantire ai degenti o agli anziani ospiti di una casa di riposo una presenza costante e amica. «In ospedale offriamo compagnia e conforto – dice Miria Geppetti – e facciamo piccole commissioni per i malati come andare all’edicola o al bar senza interferire con il lavoro del personale sanitario ma potendo avere accesso ai reparti anche fuori dagli orari di visita e di passo».
A questa funzione se ne è aggiunta un’altra molto importante (e che rientra sempre nella convenzione con l’Asl Toscana Sud Est e senza alcun costo a carico dell’ospedale e del cittadino): alcuni volontari sono impegnati giornalmente nell’accoglienza, nell’accompagnamento ai vari reparti e nell’assistenza alle macchinette per il pagamento del ticket. Non è finita qui perché nella stanza-spogliatoio di cui Avo dispone in ospedale è allestito anche un guardaroba di indumenti intimi e pigiami per i ricoverati che sono da soli e non hanno famiglie che possono assisterli; un servizio simile è quello svolto nell’ospedale di comunità dove Avo procura anche prodotti per l’igiene personale a chi ne è sprovvisto. Si tratta di un bisogno sempre più diffuso nell’ultimo periodo a cui l’associazione risponde con efficienza e discrezione. «Molti indumenti ci vengono donati – dice la presidente – Noi laviamo, sterilizziamo e imbustiamo il tutto per il nostro guardaroba e all’occorrenza compriamo quello che manca». Al Misericordia i volontari Avo sono presenti in tutti i setting e in pronto soccorso e presto opereranno anche nella struttura Obi (osservazione breve e intensiva). Inoltre è presente un nucleo di una decina di volontari Avo operativi al San Giovanni di Dio di Orbetello. —
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