Il Tirreno

Grosseto

monte argentario e isola del giglio 

I sub liberano i fondali da quintali di reti e nasse che minacciano il mare

Elisabetta Giorgi ; El. Gi.
I sub liberano i fondali da quintali di reti e nasse che minacciano il mare

Sono moltissimi gli attrezzi da pesca che ogni anno sono persi o lasciati in mare provocando un danno irreparabile all’ecosistema

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Hanno “setacciato” i fondali gigliesi a caccia di nasse e reti abbandonate che giacevano tra i 40 e i 70 metri di profondità e rischiavano di compromettere l’equilibrio dell’ecosistema. Straordinario il lavoro di un team di subacquei che hanno liberato gli abissi dai corpi estranei facendo attenzione, con notevole delicatezza, a non danneggiare gli organismi acquatici. La maxioperazione di pulizia è avvenuta giorni fa e ha contribuito a restituire salute e bellezza al nostro mare. Sono moltissime le reti, e più in generale gli attrezzi da pesca, che ogni anno sono persi, abbandonati o finiscono accidentalmente in mare provocando un danno importante all’ecosistema marino, continuando a esercitare la loro capacità di “catturare” pesci e organismi che capitano nei paraggi. Danni che interessano anche gli “organismi bentonici”, quelli che vivono attaccati al fondo e vengono soffocati e schiacciati da questi attrezzi. «Qualche settimana fa sono stati individuati e documentati alcuni di questi attrezzi abbandonati (nasse e reti) all’isola del Giglio da subacquei appartenenti a BigBluExplorers, associazione senza scopo di lucro oltreché associazione sportiva dilettantistica riconosciuta dal Coni, che punta ad affiancare alla comune immersione subacquea l’esplorazione e conservazione dell’ambiente marino, con la garanzia della sicurezza in immersione grazie al sistema di immersione Gue (Global Underwater Explorers). L’associazione, che opera anche come Centro Marevivo onlus, ha tra i suoi scopi principali la salvaguardia del mare. E offre il suo contributo volontario nella rimozione di attrezzi che danneggiano l’habitat marino.

Il 10 novembre scorso l’associazione - in collaborazione con Marevivo Onlus - ha organizzato il recupero di questi attrezzi, in particolare nasse e reti abbandonate, con il supporto logistico di superficie del Diving Santa Liberata ScubaVillage e la supervisione della Capitaneria di Porto dell’isola del Giglio e Porto Santo Stefano. Il Comune del Giglio ha patrocinato l’evento provvedendo a smaltire le reti recuperate. Il materiale raccolto è stato collegato a palloni di sollevamento e mandato in superficie dove, nonostante la corrente, è stato recuperato dagli operatori messi a disposizione dal diving e consegnato in porto alle autorità locali. Le attività sono state video-riprese in esterno grazie al supporto di Blue Research di William Santero. Hanno partecipato all’evento per BigBlueXplorers Claudio Provenzani, Andrea D’ambrosi, Emiliano Ricci, Massimiliano Sabatini, Simone Carletti e Marcello Iacca; per Marevivo Onlus Massimiliano Falleri e Andrea Agate. Supporto logistico a cura del Diving Santa Liberata Gabriele de Sanctis, Massimo Spano, Simona Giuliani e Alessio Fastelli. — El. Gi.



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