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Il fiume Orcia devasta il crossodromo: "Troppi danni, siamo costretti a chiudere"
La piena travolge l’impianto, disastro da 600mila euro. Il titolare: "Negli ultimi anni il fiume non è mai stato pulito" - Una domenica di paura e attesa
CINIGIANO. Crossodromo di Santa Rita addio. Sabato scorso le acque del fiume Orcia hanno inghiottito l’impianto di Santa Rita, borgata nel comune di Cinigiano.
Oltre 600mila euro i danni finora stimati, ma il conto sicuramente si allungherà. E il dramma vero è che, presumibilmente, il crossodromo non riaprirà i battenti. L’esondazione dell’Orcia, avvenuta circa a un chilometro di distanza dall’innesto con l’Ombrone, ha spazzato letteralmente via un’eccellenza sportiva della zona, lungo e appassionato lavoro di un gruppo di motociclisti che nel 1983 i fondarono un club per promuovere il fuoristrada, il motociclismo e le attività sociali in genere.
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Il terreno per realizzare il percorso di motocross fu scelto a Borgo Santa Rita nel comune di Cinigiano, che lo individuò come zona sportiva. Nacque la Società Cross team Santa Rita che in 36 anni ha realizzato un vero e proprio fiore all’occhiello del territorio, dove sono arrivati nel corso degli anni piloti di nome internazionale e tantissimi sportivi che hanno reso sempre frequentati gli alberghi e gli agriturismi della zona. Un’attività importante con una struttura che fino allo scorso sabato disponeva di un'area attrezzata a ristorante e bar di circa 400 metri quadrati, di un impianto minicross e supercross di 600 metri, un percorso perimetrale di enduro di 4 chilometri, una pista per radiomodelli, una pista in terra battuta per kart da noleggio ed un circuito modificato nel 2015 pronto per organizzare eventi internazionali. Venti ettari di terreno utili per circuiti e strutture e tanta passione e voglia di volare alto.
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Oggi tutto questo è stato polverizzato e non resta più nulla. Inondato dall’acqua e dal fango il ristorante bar, l’officina, l’ufficio della direzione, i bagni, le cucine, i rimessaggi. Ridotti a un mare di fango gli otto circuiti. Un danno per adesso valutato per oltre 600mila euro. Un importo tale da convincere la società a chiudere i battenti.
«Siamo senza forze – commenta il presidente della società Giampiero Brunelli – e veramente facciamo fatica a pensare a un futuro. Credo che dopo un simile colpo dovremo dichiarare chiuso il crossodromo. Abbiamo subito in passato altre due alluvioni. Una abbastanza limitata nel 2008 e una importante nel 2012. In questa occasione la nostra area fu dichiarata area alluvionabile e nel 2016 fu deliberata la pulitura del fiume, su pressione dei Comuni di Cinigiano, Arcidosso, Castel del Piano, Civitella Paganico e Montalcino. Nulla è stato fatto. Noi sappiamo bene che l’Orcia adesso esonda. Ed esonda perché dal 1985 è stato smesso di dragare il fiume. I fiumi vanno puliti, altrimenti questi sono i risultati. Posso dire con certezza che quando veniva pulito non provocava nessuna alluvione».
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Brunelli riconosce «che i fiumi devono fare il loro corso» ma d’altro canto, dice, «è anche vero che se diventano pericolosi per l’uomo, l’uomo deve intervenire. Ce lo dimostra la bonifica storica della Maremma, tanto per non andare troppo lontano. Ora, invece, anche la Maremma sta tornando a essere palude. I fiumi sono quasi senza alveo. Politiche ambientalistiche miopi, perseguite solo per raccattare voti in tempo di elezioni, impediscono interventi non solo necessari ma indispensabili. Qui il fiume ha portato via tutto. Forse abbiamo salvato due mezzi che avevamo coperto e gli altri che avevamo fatto in tempo a spostare altrove. Ma i mezzi sono la parte più piccola del valore di questa realtà. C’è la nostra passione, là dentro, la tenacia, c’è una bella fetta di economia per tutta la zona, c’era in cantiere un’ulteriore incremento aziendale. A tutto questo dobbiamo dire addio. Non ce la facciamo a riprovarci ancora. Il danno è troppo pesante». —
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