Il Tirreno

Grosseto

Alla storica volontaria Vaglio il prestigioso premio per la pace

El. G.
Alla storica volontaria Vaglio il prestigioso premio per la pace

La crocerossina grossetana riceverà il riconoscimento che già andò a Blair e Gorbaciov Nel 1997, insieme a 4 medici, fu presa in ostaggio ma il suo impegno non è mai venuto meno  

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il personaggio

Ha lavorato dieci anni in Africa e partecipato a molte importanti missioni internazionali in Romania, a Sarajevo, in Kosovo, in Albania e a Baghdad. Da anni la crocerossina grossetana Franca Caporali Vaglio si dedica all’insegnamento, Nella sua vita ha organizzato più di 400 corsi formando oltre 8.000 persone nei temi dell’educazione sanitaria e del primo soccorso. È – tra le altre cose – una delle volontarie grossetane votate dai nostri lettori nell’iniziativa “Io e Te – Associamo i cuori”, con la quale Il Tirreno dà spazio e voce alle associazioni di volontariato e ai volontari che si prodigano per il bene della società.

Conosciutissima per il proprio impegno sociale e umanitario Franca Caporali Vaglio, storica volontaria della Croce rossa di Grosseto, sarà premiata oggi alle 17,30 nella Sala del Camino a San Giovanni d’Asso, frazione del comune di Montalcino (Siena). Sarà lei a ricevere il prestigioso premio internazionale “Un tartufo per la pace” che viene conferito come da tradizione a organizzazioni o personaggi di eccellenza che si sono distinti per l’impegno nella difesa dei diritti fondamentali delle persone.

Nelle precedenti edizioni, il premio “Un tartufo per la pace” è stato conferito, tra gli altri, a d Amnesty international, Gino Strada, don Luigi Ciotti, Univef Italia, Pietro Grasso, Laura Boldrini, Medici senza frontiere, Tony Blair; nel 1988 a Mikhail Gorbaciov.

Quest’anno il riconoscimento va proprio alla Croce Rossa Italiana e alla sua appassionata volontaria che esattamente sessanta anni fa, cioè nel 1959, si metteva al servizio della Cri per aiutare gli altri.

«Abbiamo pensato a Franca Caporali Vaglio – spiega il vicesindaco di Montalcino Angelo Braconi – per la sua vita spesa in silenzio aiutando i più deboli in tante zone sensibili del mondo e anche a rischio della propria vita. Un esempio per tutti noi in tempi come questi dove è sempre più difficile riconoscere i valori della solidarietà e della cooperazione». Per ricordare un caso simbolo: correva l’anno 1997 quando, insieme a quattro medici della Croce Rossa, durante una missione a Valona Franca venne presa in ostaggio da alcuni terroristi albanesi e liberata dopo breve tempo dall’aeronautica militare italiana. Nonostante quell’esperienza terribile, la crocerossina non si perse d’animo e non si fece condizionare tornando - con umiltà e dedizione assoluta - alle sue opere di bene alle quali si dedica ancor oggi.

In Italia operano circa 150mila volontari della Croce Rossa Italiana, più altri 30mila appartenenti alle componenti ausiliarie delle forze armate. Nata allo scopo di portare soccorso senza discriminazioni ai feriti sui campi di battaglia, la Croce Rossa, in campo internazionale e nazionale, si adopera per «prevenire e lenire in ogni circostanza le sofferenze degli uomini, per far rispettare la persona umana e proteggerne la vita e la salute; favorisce la comprensione reciproca, l’amicizia, la cooperazione e la pace duratura fra tutti i popoli». Oggi, da Grosseto una delegazione di crocerossina accompagnerà Franca a ritirare il prestigiosissimo premio. — El. G.



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