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Troppo cemento, meno case in via Sordi E niente appartamenti nella tenuta Becagli
Dopo il sollecito della commissione Vas, il Comune riduce dell’ 11% la superficie da edificare. Novità anche a Fosso Martello
Troppo cemento: al Casalone si deve contenere la colata. E così tra il tracciato ferroviario a sud della città e via Alberto Sordi verrà costruita una trentina di appartamenti in meno rispetto ai 240 stimati prudenzialmente per il progetto residenziale che sottende alla richiesta di variante al regolamento urbanistico presentata il 28 settembre 2018 alla giunta Vivarelli Colonna dai commercialisti Lio e Federico Moscatelli. L’Amministrazione comunale ha accolto – parzialmente – i solleciti giunti sia dalla Regione Toscana che dai tecnici della Commissione per la Valutazione ambientale strategica che avevano puntato il dito contro «il consistente consumo di suolo» dando ragione a alcune delle obiezioni mosse da Pd, Lista Mascagni e M5s durante la battaglia condotta in consiglio comunale che aveva portato – comunque, il 5 luglio – al primo nulla osta (l’adozione) alla variante urbanistica, grazie ai voti della maggioranza. E ci sono novità anche per un’altra richiesta di variante: a Fosso Martello, nella tenuta San Lorenzo, la famiglia Becagli non costruirà appartamenti ma solo una struttura ricettiva; in questo caso, però le ragioni dell’alleggerimento del progetto sono da ricondurre a una dinamica tra privati.
cemento e solleciti
È il 5 luglio quando il consiglio comunale adotta la variante urbanistica che riguarda i terreni di via Sordi. La giunta porta la richiesta nella pubblica assise prima ancora che giunga il parere della Commissione di Vas, l’autorità competente a valutare se e in che misura un intervento urbanistico ha impatto sull’ambiente: il parere dei tecnici per la Vas giunge infatti a ottobre. È favorevole ma contiene delle prescrizioni “pesanti”. «L’intervento implica un consistente consumo di nuovo suolo – scrivono i professionisti – interessando, di fatto, un’intera area agricola»; ecco perché «per contenere al massimo i possibili effetti negativi» derivanti dalla realizzazione del complesso residenziale, suggeriscono «una consistente riduzione» dei volumi. Si inserisce in questo solco anche un’osservazione della Regione, che i tecnici della Commissione di Vas sembrano aver tenuto in considerazione, arrivata – come previsto dalla norma – nell’interregno tra l’adozione e l’approvazione definitiva della variante, nell’agenda del consiglio comunale del 18 novembre. Ebbene, anche la Regione definisce il consumo di nuovo suolo che sottende alla realizzazione del progetto come «particolarmente consistente, eccessivo e sproporzionato»; ed è del parere che si debba «ridurre considerevolmente la superficie edificabile».
la modifica
Il parere dei tecnici per la Vas non è vincolante, come non lo è quello della Regione: l’amministrazione comunale ha però ritenuto di accoglierlo: in parte. Ebbene, come si evince dalla scheda normativa che accompagna la richiesta di variante, il perimetro dell’intervento urbanistico scende da 169. 302 mq (valore iniziale) a 151. 270 mq e le volumetrie vengono ridotte da 20. 316 mq di superficie edificabile a 18. 152 mq; gli abitanti “virtuali” calano da 813 a 728. Come scritto nella proposta di controdeduzioni alle osservazioni pervenute (non c’è solo quella della Regione) con cui l’Amministrazione comunale interloquisce anche con i tecnici della Vas – e come illustrato nel corso della commissione urbanistica che si è riunita il 12 novembre – in generale si tratta di un contenimento del 10, 65% della superficie edificabile per circa 2mila e 200 mq in meno. «La Regione Toscana aveva sollecitato una riduzione “considerevole” e la Commissione Vas una riduzione “consistente” – nota il consigliere comunale capogruppo Pd Lorenzo Mascagni – Si tratta invece di una riduzione mignon: non mi pare dunque che le indicazioni di Regione e Commissione Vas siano state accolte dall’Amministrazione comunale, come non lo è stata la richiesta di tutelare l’area agricola della bonifica», che la Regione Toscana ha messo nero su bianco nella sua osservazione, sostenendo che quell’intervento presenterebbe criticità rispetto alla disciplina del Pit, il Piano di indirizzo territoriale della Regione. —
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